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Martedì, 7 Dicembre 2021
Cronaca Casier

Disordini alle "Serena", udienza preliminare per altri dieci immigrati

Si tratta degli stranieri le cui posizioni sono state stralciate da quelle degli altri tre già a processo per gli stessi fatti. Sono accusati di devastazione, resistenza a pubblico ufficiale e sequestro di persona

Si sarebbero resi responsabili delle devastazioni avvenute il 12 giugno del 2020 al centro di accoglienza delle ex caserma Serena di Dosson di Casier, oltre che di sequestro di persona e resistenza a pubblico ufficiale. Si tratta di 10 immigrati le cui posizioni sono state stralciate da quelle degli altri tre (Mohammed Traore, maliano di 25 anni, Amadou Toure, gambiano di 26 anni e  Abdourahmane Signate, 31enne senegalese) già a processo per gli stessi fatti e che l'11 novembre prossimo compariranno davanti al gup di Treviso che deciderà su un loro eventuale rinvio a giudizio. Si tratta A.C. gambiano di 24 anni, del 24enne originario della Guinea A.C. e del connazionale B.D di 28 anni, dei senegalesi D.C , 22 anni, e S.G., di 24 anni e dei nigeriani A.M, 34 anni, O.S., 29enne, del 25enne B.S., O.E., 31enne, e di S.A., 24enne.

La rivolta era scoppiata quando il personale medico dell'Uls 2 si trovava all'interno dell centro per comunicare l'esito dello screening anti Covid-19 effettuato il giorno prima sui profughi. Appena si diffuse la notizia di una positività e si palesò la possibilità di un'altra quarantena qualcuno fra i migranti ha reagito con violenza: alcuni operatori della società che gestisce il centro e personale della Uls 2  si rifugiarono  in una stanza dove gli immigrati avrebbero impedito loro di uscire con violenze e minacce. Poi arrivò la decisione della forze dell'ordine di intervenire in tenuta anti sommossa per sedare la protesta che non si era placata, mentre gli stranieri lanciavano sassi e oggetti contro i poliziotti e avrebbero devastato il centro.

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