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Cronaca Casier

Spaccio di cocaina nalla Marca, coinvolto anche il fratello di un ex sindaco

E' iniziato oggi 15 maggio il processo a un ex collaboratore di giustizia di origine campana, accusato di aver gestito un fiorente traffico di droga. Imputato è anche un 50enne, familiare di un ex primo cittadino di un comune dell'hinterland trevigiano

Avrebbe allestito il suo personale supermarket della droga, gestito tra casa e due locali pubblici. Il suo sarebbe stato un mercato fiorente, composto da impiegati, liberi professionisti, operai e qualche giovane studente, tutti interessati ad acquistare, con una frequenza che andava dalla settimana al mese, piccole dosi di cocaina. Uomini ma anche donne a cui, in almeno due casi, avrebbe venduto lo stupefacente chiedendo in cambio dei favori in "natura". Coinvolto nel giro risulterebbe anche il fratello di un noto ex sindaco di un comune dell'hinterland: avrebbe anche lui ceduto cocaina ma avrebbe in cambio avrebbe ottenuto "polvere bianca" per uso personale.

Per quei fatti, risalenti all'ottobre del 2016, sono finiti a processo un ex collaboratore di giustizia 67enne (difeso dall'avvocato Stefania Bertoldi) e, appunto, il fratello 50enne dell'ex primo cittadino, assistito dall'avvocato Fabio Murgia. Entrambi sono accusati di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L'avvocato Murgia ha chiesto e ottenuto, previa l'acquisizione delle dichiarazioni dei compratori nel fascicolo dibattimentale, la derubricazione a lieve entità per le fattispecie imputate al suo cliente.

La carriera di spacciatore del 67enne, "Max" come era conosciuto nell'ambiente dei tossicodipendenti, sarebbe iniziata all'indomani del suo trasferimento come collaboratore di giustizia in Veneto nei primi anni 2000. L'uomo, di origine campana, sarebbe orbitato infatti intorno ad ambienti mafiosi locali ma una volta arrestato avrebbe deciso di vuotare il sacco, risultando un testimone chiave in svariate inchieste. Nel 2013 però viene arrestato in flagranza di reato: Max ha da poco preso in gestione in Pub a Preganziol che sarebbe diventato ben presto una centrale della spaccio. La sera in cui scattano le manette nei suoi confronti la Polizia trova anche cocaina all'interno di un forno a microonde, che veniva usato per "seccare" lo stupefacente.

Passano tre anni e una condanna e l'uomo si rimette in affari. Affitta un appartamento a Dosson di Casier che si trova poco lontano dalla residenza del "grossista" che lo avrebbe rifornito, uno straniero che avrebbe importati ingenti quantitativi di "coca" e che per questo finisce dietro le sbarre. Il 67enne, al tempo ancora indagato per i fatti del 2013, ha l'obbligo del pernottamento nella sua casa. Ma questo non gli avrebbe impedito di ricevere i "clienti" proprio davanti al portone dell'abitazione. Un “via vai” che insospettisce gli inquirenti che cominciano a pedinarlo e che, nell'estate del 2016, ottengono anche il via libera alle intercettazioni telefoniche.

Di giorno Max frequenta sopratutto una pizzeria di Dosson e una pasticceria di Roncade, dove hanno trovato lavoro anche la compagna e la figlia. Sarebbe qui che riceve gli “ordini” ed avrebbe effettuato parte della cessioni della droga. Ma il suo mercato oramai, almeno secondo le indagini,  si è ampliato a gran parte della provincia: e lui, per fare le consegne, avrebbe preso a noleggio svariate macchine, quasi tutte di grossa cilindrata. Tanto i soldi non gli mancano: gli investigatori, che ne seguono le tracce attraverso apparecchiature connesse al gps, accertano che sul suo conto corrente, nel periodo che va da gennaio a novembre 2016, entrano almeno 30 mila euro in contanti. Questa disponibilità si somma a ciò che Max incamera attraverso una carta PostePay e ai soldi che avrebbe incassato senza depositarli in banca. Il tutto fa supporre che in 11 mesi il ricavato del traffico sarebbe ammontato a poco meno di 100 mila euro.

Tanti clienti ma per dosi che non supererebbero quasi mai il grammo, per un valore medio per cessione di 80 euro. Quando scatta l'operazione di Polizia che lo inchioda dentro all'appartamento di Dosson gli trovano però un vero e proprio bazar.  A finire nei guai è anche il 50enne fratello di un sindaco di un comune della prima periferia. Quando si presentano a casa sua per la perquisizione con una unità cinofila i poliziotti avrebbe trovato soltanto una minima quantità di  droga. L'uomo, più che uno spacciatore, sarebbe stato un consumatore abituale che si è messo al servizio di Max per avere in cambio qualche dose gratis per farne uso personale.

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