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Cronaca Casier

Papà travolge e uccide il figlioletto: indagato per omicidio colposo

L'incidente è avvenuto nel pomeriggio di domenica a Dosson di Casier. A perdere la vita, dopo due giorni di agonia, il piccolo Matteo Vidali. Il dramma dei genitori, Olaf e Laura. La Procura di Treviso ha ordinato l'autopsia sul corpicino. Mamma Laura ha detto alla sorellina: «Matteo ora è un angelo»

Stava spostando l'auto, non si è reso conto della presenza, nei paraggi del lato destro del veicolo, del figlioletto di un anno e mezzo che stava cercando di rincorrere un pallone e lo ha travolto. Dopo due giorni di ricovero, in terapia intensiva, i medici dell'ospedale Ca' Foncello di Treviso ne hanno dovuto sancire il decesso a causa delle gravissime lesioni cerebrali riportate nell'incidente. Una terribile fatalità. La tragedia è avvenuta a Dosson di Casier, domenica pomeriggio, 14 aprile, nel cortile di un'abitazione in via Damiano Chiesa. Matteo Vidali, un anno e mezzo, è stato accompagnato d'urgenza dai genitori, Olaf e Laura, al pronto soccorso dell'ospedale Ca' Foncello di Treviso e le sue condizioni sono apparse fin da subito molto gravi: il suo cuore si è fermato ed è ripartito dopo ben 45 minuti di disperati tentativi eseguiti dagli infemieri del nosocomio trevigiano. A destare preoccupazione soprattutto il forte trauma cranico riportato dal piccolo e le conseguenti lesioni al capo. Martedì sera Matteo, nonostante le terapie, si è spento, dopo aver combattuto per due giorni, in bilico tra la vita e la morte. La famiglia attenderà ora dalla Procura di Treviso l'autorizzazione per poter celebrare il funerale; in mattinata è arrivata la conferma che la magistratura, con il soatutito procuratore Gabriella Cama, ha ordinato lo svolgimento di un esame autoptico sul corpicino del piccolo. Al vaglio dell'autorità giudiziaria la posizione del padre, 45enne e dipendente di Alternativa ambiente: l'uomo è stato formalmente indagato per omicidio colposo, procedura necessaria per poter svolgere tutti gli accertamenti del caso. Un mero atto dovuto.

«Alla sorellina abbiamo detto che Matteo è diventato un angelo e non tornerà più a casa» ha detto mamma Laura «eravamo a casa, c'è stato un momento di distrazione e non lo abbiamo visto: stavamo uscendo per andare a fare un giro». Poi la corsa disperata in ospedale. «Ci hanno detto subito che era molto grave» ha sottolineato «ora faranno l'autopsia, siamo andati prima (oggi, 18 aprile, ndr) dai carabineri dove ci è stato comunicato. Siamo a pezzi, il nostro dolore è enorme».

«Come per tutti i nonni, il nipote è sempre il migliore, purtroppo il fatto è successo e non ho parole sinceramente: lo ricordo ancora davanti agli occhi» così ha detto Gabriele Vidali, tra i fondatori della cooperativa Alternativa, padre di Olaf e nonno del piccolo Matteo «spero sia davvero in paradiso ma lui era davvero un angelo. Stava giocando in cortile e correva dietro al pallone ed è finito sotto la macchina. Mio figlio è distrutto: quando succedono queste cose passano 50mila pensieri per la testa, è molto demoralizzato e cerchiamo di stargli accanto per superare questo momento così critico. Ora siamo stretti alla sorellina, ora vivremo per lei adesso, diventerà il punto focale. Ho tanta disperazione, figurarsi mio figlio e la nuora». Pochi mesi era scomparso l'altro nonno, quello materno: un dolore che si aggiunge ad altro dolore.

«Siamo rimasti letteralmente senza parole, non ci spettavamo una notizia del genere» commenta Marco Toffoli, presidente della cooperativa Alternativa «soprattutto pensando alla famiglia di Olaf: Olaf è un nostro socio lavoratore da tanti anni ed è sempre molto attento quindi veramente non riusciamo a capacitarci di come sia potuto succedere questo. I bambini sono imprevedibili, lo penso anche da padre di tre figli: è vero che ci sono dei momenti in cui il bambino sfugge e non sai dov'è ma veramente vogliamo stringerci in un abbraccio fortissimo, con Olaf e con Gabriele, e questo credo sia la cosa più sensata in questo momento, senza tanti altri commenti».

«Un primo cittadino non vorrebbe mai dover commentare un fatto del genere, pensiamo a quando succede ad una famiglia, spero che la comunità stia davvero stretta a questa famiglia» il cordoglio del sindaco di Casier, Renzo Carraretto «non è la prima disgrazia che capita loro e dunque credo questi siano davvero i momenti in cui far capire a tutti quanto bisogno c'è e quanta vicinanza deve esserci a questa famiglia perché tutti insieme la dobbiamo accompagnare e sostenere. Non ci sono davvero parole». Il primo cittadino ha fatto visita alla famiglia. «Cerco di star loro vicino per tutti i bisogni che potrebbero esserci» ha detto «quando si è genitori si capisce l'importanza di una famiglia ma soprattutto anche l'importanza di una comunità, di essere vicini. Noi siamo stati provati nel 2019 quando un bambino venne investito da un cancello, non sarebbe mai da ricordare. Non si dovrebbero mai ripetere e non si dovrebbe mai assistere a disgrazie simili. Non si riescono a spiegare neanche i motivi di come è potuto succedere ad una creatura di neanche due anni e l'impossibilità dei genitori in quel momento di poter fare qualcosa di più di quel che hanno fatto perché credo sia una cosa che capiti in una frazione di secondo, non ti rendi conto per nessun motivo e dunque cerco di tenerli sempre in un abbraccio e cercando di sostenerli. E' un momento molto difficile».

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