Venerdì, 19 Luglio 2024

Sommossa alla ex caserma Serena, slitta la fine del processo

La sentenza, attesa per oggi 8 settembre, è stata calenderizzata al 6 ottobre per permettere alla corte di visionare meglio i filmati relativi alla rivolta scoppiata nel centro di prima accogienza per migranti di Dosson di Casier nell'estate del 2021. Tre gli imputati, accusati di saccheggio, devastazione e sequestro di persona. In caso di condanna rischiano fino a 15 anni di carcere

Doveva essere oggi, 8 settembre, il giorno della sentenza nel processo ai tre migranti - il maliano 27enne Mohammed Traore, Amadou Toure, gambiano di 26 anni, e Abdourahmane Signate, 31enne senegalese - ritenuti i responsabili della sommossa avvenuta all'inizio dell'estate del 2021 nell'hub per richiedenti asilo dell'ex caserma Serena di Dosson di Casier. Ma la discussione e il dispositivo finale sono stati rinviati al prossimo 6 ottobre.

I tre sono accusati di saccheggio, devastazione e sequestro di persona per aver bloccato, usando anche violenza, gli operatori della Nova Facility, gestore del centro, e il personale medico. Se condannati rischiano fino a 15 anni di carcere. Con loro era finito in manette anche Chaka Outtara, ivoriano di 23 anni, che si è però suicidato nel carcere di Verona dove era recluso in regime di isolamento. La rivolta era scoppiata quando il personale medico dell'Uls 2 si trovava all'interno dell centro per comunicare l'esito dello screening anti Covid-19 effettuato il giorno prima sui profughi.

Appena si diffuse la notizia di una positività di un operatore pakistano e si palesò la possibilità di un'altra quarantena qualcuno fra i migranti, preoccupato anche per il proprio posto di lavoro, ha reagito con violenza: alcuni operatori della società che gestisce il centro e personale della Uls 2 si rifugiarono in una stanza dove gli immigrati avrebbero impedito loro di uscire con violenze e minacce. Poi arrivò la decisione della forze dell'ordine di intervenire in tenuta anti sommossa per sedare la protesta che non si era placata, mentre gli stranieri lanciavano sassi e oggetti contro i poliziotti e avrebbero devastato il centro. Oggi l'udienza, aggiornata per permettere alla corte di visionare meglio i filmati, si è concentrata sulle deposizioni di Sergio Zulian, segretario del sindacato Adl Cobas, e di un ospite del centro. Entrambi hanno parlato delle gravi e evidenti falle nelle procedure anti covid da parte della Nova Facilty.

«E' un processo ingiusto che ha già pagato il proprio tributo di sangue con la morte di Chaka Outtara - ha detto la portavoce del gruppo "Django" Gaia Righetto, presente insieme ad un 50ina di persone fuori dal Tribunale per testimoniare la proprie solidarietà e il proprio sostegno alla causa dei migranti imputati - saremo nuovamente qui il giorno della sentenza per affermare il bisogno di giustizia che emerge da questa vicenda».

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