Cronaca Paese

Moglie e amica morte nel rogo di Castagnole, Miglioranza torna in carcere

Il 70enne è accusato di aver appiccato l'incendio, avvenuto nel giugno 2020, in cui persero la vita la moglie Franca Fava, 68 anni e un'amica, Fiorella Sandre, di 74 anni. Eseguita un’ordinanza del Tribunale del Riesame di Venezia

La casa incendiata in cui persero la vita la moglie di Miglioranza e un'amica

Torna in carcere Sergio Miglioranza, il 70enne che venne arrestato nel marzo scorso al termine di un'indagine della Procura di Treviso che lo vedeva come responsabile di aver appiccato l'incendio in cui persero la vita la moglie ed un’amica, Franca Fava, 68 anni e Fiorella Sandre, 74 anni. L'episodio era avvenuto nel giugno del 2020. I carabinieri della Compagnia di Montebelluna hanno eseguito nella mattinata di oggi, 10 settembre, un’ordinanza del Tribunale del Riesame di Venezia del maggio scorso (divenuta irrevocabile a seguito della pronuncia di rigetto della Suprema Corte di Cassazione) che, in accoglimento dell’appello proposto dal pubblico ministero della Procura della Repubblica trevigiana, Anna Andreatta, ha ripristinato la misura della custodia in carcere nei confronti dell'uomo.

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Il provvedimento del collegio lagunare ha confermato, anche alla luce delle esigenze cautelari, gli elementi raccolti nel corso delle complesse indagini dei carabinieri di Montebelluna, in collaborazione con i vigili del fuoco di Treviso. E’ stato dimostrato come l'indagato avesse agito non semplicemente con dolo, ma addirittura con dolo intenzionale, anche per quanto riguarda l’omicidio delle due vittime e come fosse pure concreto il pericolo che il Miglioranza potesse allontanarsi dal territorio nazionale per sottrarsi alla giustizia.

Il 70enne (dopo la distruzione della sua abitazione si era nel frattempo trasferito a Borgo Capriolo, ospite del fratello) avrebbe appiccato il fuoco all’abitazione in cui dormivano le due vittime aprendo una delle bombole del gas al suo interno ed attivando plurimi focolai, due dei quali proprio nei pressi delle due porte d’ingresso, uniche vie di fuga utilizzabili dalle donne presenti in casa. Una condotta, quella del Miglioranza, non spiegabile quindi con la sola volontà di danneggiare l’abitazione a fini assicurativi ma che è risultata specificatamente preordinata a non consentire la fuga delle donne intrappolate in casa e dunque a provocarne la morte.

«Se era una misura efficace che si voleva prendere - ha detto l'avvocato di Miglioranza, Rossella Martin - sarebbe bastato confermare gli arresti domiciliari, da cui peraltro il 70enne non ha mai cercato di evadere malgrado le molteplici occasioni che ha avuto, avendo svolto diverse visite mediche»

«Resto convinta - ha detto il legale - che gli inneschi non siano stati piazzati da lui, che non aveva una ragione per bruciare la sua casa e uccidere le due donne. Qualcuno ha cercato di ucciderlo e penso che saremo in grado di dimostrarlo»

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