Lo scontro con la sorella finisce in tribunale, consigliere comunale alla sbarra

Nei guai Andrea Bambace, 51anni, candidato sindaco pentastellato a Castelfranco. L'uomo è finito a processo con l'accusa di minaccia e lesioni aggravati

Andrea Bambace (foto da Facebook)

Dalla battaglia politica alle baruffe in famiglia, dai sospetti sulle scie chimiche a quelli sulla sorella che si sarebbe appropriata di soldi della madre. E dalla cronaca politica a quella giudiziaria. E' la parabola disegnata da Andrea Bambace, 51anni, consigliere comunale dei 5 Stelle e candidato sindaco pentastellato a Castelfranco. L'uomo è finito a processo con l'accusa di minaccia e lesioni aggravati dopo la denuncia nei suoi confronti presentata dalla sorella, che sarebbe stata aggredita da Bambace in casa dell'anziana madre non autosufficiente.

I fatti sarebbero accaduti il 26 marzo del 2016 e affondano nella oramai più che decennale querelle fra il 51enne (difeso dall'avvocato Marco Furlan) e la sorella Annalisa, che si è costituita parte civile assistita dall'avvocato Simone Guglielmin. Lui la accusa essersi appropriata in maniera indebita di somme appartenenti alla madre fin dal 2008. Sarebbe a questo che Bambace avrebbe fatto riferimento quando il giorno della lite, arrivato per fare visita alla madre, trova in casa la sorella e sarebbe letteralmente esploso: «Te la faccio pagare - le avrebbe urlato - io ti faccio finire in galera. Sei una ladra, una disonesta: dove sono finiti i soldi che ti sei fregata nel 2008?».

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Bambace è una furia e la 61enne si sarebbe spaventata. «Smettila, non c'è motivo di comportarsi in questo modo»: gli dice mentre estrae dalla borsa il telefono per chiamare aiuto. Ma Andrea Bambace, che di lavoro è professore all'Itis di Castelfranco, sarebbe riuscito a strapparglielo dopo averla afferrata con forza ad un braccio. Poi, chiuso in bagno, avrebbe letto i messaggi nello smartphone della donna e  cancellato quelli di insulti che lui stesso le avrebbe inviato in precedenza. Poi arriva il secondo round. «Sei una p.... - avrebbe detto alla sorella - non sai neanche educare tua figlia». Lei avrebbe tentato di registrare tutto con lo smartphone  ma Bambace glielo avrebbe sottratto un'altra volta per cancellare le prove.

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