Cronaca Castelfranco Veneto / Via Giacomo Matteotti

Sfruttamento della prostituzione, sequestrato centro massaggi

Nei giorni scorsi il blitz dei carabinieri al centro "Anna", in una palazzina di via Matteotti a Castelfranco: trovata al lavoro una massaggiatrice 35enne che aveva appena avuto un rapporto sessuale con un cliente

Sequestrato dai carabinieri, qualche giorno fa, il centro massaggi "Anna" di Castelfranco Veneto che si trovava in un appartamento di una palazzina di via Matteotti, poco fuori dalle mura cittadine: qui una donna cinese di 35 anni, senza fissa dimora, vendeva il proprio corpo a decine di clienti che ogni giorno vi si recavano. L'attività era gestita, hanno accertato le indagini dell'Arma di Castelfranco, da un cittadino cinese di 39 anni che è stato denunciato per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione: l'uomo era il titolare del contratto di affitto del locale e percepiva anche parte dei proventi dell’attività di meretricio della connazionale.

I movimenti sospetti dal centro "Anna" hanno suggerito ai carabinieri di approfondire gli accertamenti che hanno permesso effettivamente di riscontrare un cospicuo giro di frequentazioni maschili dell’esercizio, dove entravano di volta in volta svariati clienti di differenti età, che vi rimanevano per qualche decina di minuti, per poi uscire ed allontanarsi. Il costo della prestazione? Trenta euro.

Nei giorni scorsi i militari hanno quindi operato il blitz all’interno del centro “Anna”, dove hanno trovato una massaggiatrice cinese 35enne che, in abiti succinti, aveva appena consumato un rapporto sessuale con un cliente della zona e attendeva l’arrivo di altri avventori. I locali del centro benessere, dotati di luci colorate soffuse, candele e profumatori vari, oltre a musica in sottofondo, nell’intento di rendere l’ambiente il più accogliente possibile, erano stati effettivamente adibiti ad altrettante location per incontri intimi.

Il giro d’affari dell’attività, come accertato, sin dall’estate del 2019, era sicuramente fiorente, consentiva lauti proventi e avveniva secondo una consolidata prassi per la quale i clienti contattavano la donna su un numero di telefono inserito in vari annunci pubblicati su siti internet, quindi fissavano un appuntamento con la prostituta che, oltre a pratiche di massaggi orientali, offriva la possibilità di rapporti sessuali aggiungendo un extra sulle tariffe consuete.

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