«Incoraggia il lavoro nero», vice presidente di Confartigianato diffamato sul web

Roni Favaro, titolare della Dieffe di Castello di Godego, è stato preso di mira da un ex dipendente ora a processo a Treviso

Un 34enne è accusato di aver diffamato Roni Favaro, vice presidente di Castelfranco della Confartigianato

«Lui è uno che incoraggia il lavoro nero». Per frasi come questa, postate in siti internet della Confartigianato provinciale, un operaio romeno di 34 anni è finito a processo con l'accusa di diffamazione.

A denunciarlo è stato Roni Favaro, vice presidente del mandamento castellano dell'associazione di categoria, bersaglio involontario delle accuse del lavoratore e titolare della Dieffe, ditta specializzata in produzione, trasformazione, lavorazione, studio ed elaborazione, confezionamento di materiali e prodotti per l'edilizia in generale. Secondo quanto ricostruito dalla Procura della Repubblica di Treviso nel corso delle indagini, l'operaio nel 2017 avrebbe avuto a che ridire con Favaro, che era il suo datore di lavoro. Problemi di denaro, di orari e di inquadramento per cui si è scatenata una guerra finita da lì a poco sulla rete. Non riuscendo ad averla vinta infatti il 34enne avrebbe riempito di insulti il suo principale utilizzando internet, per la precisione entrando nei siti della Confartigianato di Castelfranco, di Vicenza e in quella di Treviso diffamando pesantemente Favaro. 

«Non rispetta le leggi sulla sicurezza dei luoghi di lavoro» è quanto si leggeva nei suoi post di segnalazione; e alle proteste del vice presidente degli artigiani, che avrebbe fatto il possibile per risolvere la questione in via "bonaria", ha risposto alzando ancora di più il tono delle critiche. «Ma quale vice presidente - ha scritto - quello lì è uno che incoraggia il lavoro in nero». Roni Favaro allora non è andato per il sottile e si è rivolto ad un avvocato. «Ci sono gli elementi per una querela» si è sentito dire dal legale e quindi ha proceduto a denunciare il romeno.

Per la Procura quelle frasi, che hanno esposto Favaro al pubblico dandone una immagine non propriamente positiva, configurano il reato della diffamazione attraverso internet. E l'uomo è stato rinviato a giudizio. L'ultima uduenza  è stata aggiornata per una eccezione di nullità della notifica presentata dall'avvocato difensore Sebastiano Coletti. L'imputato, che è residente all'estero, dovrà tornare a presentarsi davanti al giudice Francesco Sartorio il prossimo maggio.

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