Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Accusata di aver intascato la maternità di una dipendente, imprenditrice a processo

Una vera e propria truffa ai danni dell'istituto di previdenza quella che sarebbe stata architettata da una 40enne e emersa grazie all'attività degli ispettori del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali nel 2017

Inps, un nome una garanzia

Dodici mesi di indennità di maternità, prima obbligatoria e poi facoltativa, che in realtà non avrebbe mai erogato alla sua dipendente. Per contro gli 11mila euro di cui ha chiesto compensazione all'Inps se li sarebbe trattenuti per sé. Di questo è accusata una imprenditrice di Castelfranco, titolare di una piccola azienda di servizi, finita ora a processo a Treviso con l'accusa di indebita percezione di erogazioni a carico dello Stato. Una vera e propria truffa ai danni dell'istituto di previdenza quella che sarebbe stata architettata dalla 40enne B.S. e emersa grazie all'attività degli ispettori del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali nel 2017.

Una verità venuta alla luce anche grazie alla testimonianza della lavoratrice che una volta scattate le indagini ha confermato di non aver preso neppure un euro di quanto la datrice di lavoro aveva invece inserito nella busta paga dei mesi tra ottobre del 2013 e febbraio del 2015, periodo in cui la donna risultava, per l'Inps, prima in maternità obbligatoria e poi a godere di quella facoltativa. Pur documentato quel denaro non era però mai stato erogato: e quando l'istituto di previdenza ha corrisposto all'azienda il conguaglio i soldi sarebbero semplicemente "scivolati" nelle tasche della titolare che a processo è difesa dall'avvocato Simone Guglielmin.

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