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Verso il rinvio a giudizio presidente società di calcio accusato di molestie su baby calciatori

Verso il rinvio a giudizio presidente società di calcio accusato di molestie su baby calciatori

Molestava i "baby calciatori", 59enne verso il rinvio a giudizio

L'uomo, presidente di una società calcistica della castellana, è accusato di aver palpeggiato alcuni giovani atleti. Chiuse le indagini, altri due ragazzini puntano il dito su di lui

Altri due  ragazzini accusano di violenza sessuale il 59enne presidente di una società calcistica della castellana, arrestato nel maggio del 2018, messo ai domiciliari e poi sottoposto al solo obbligo di firma. L'inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Massimo Zampicinini, è chiusa e adesso sono 13 i "baby calciatori" che puntano il dito su di lui. I due giovani, che al tempo dei fatti, avvenuti tra il 2017 e il 2018, avevano tra i tredici e i quattordici anni, rivolgono al presidente del sodalizio castellano accuse pesanti, tra cui quella di essere entrato negli spogliatoi per "spiare" i ragazzi sotto l'accappatoio e palpeggiarli.

Gli altri 11 invece avevano tra i 10 e gli 11 anni quando il 59enne li avrebbe toccati sulle parti intime, sul sedere e abbracciati in maniera sconveniente. Fatti successi nel corso di partitelle o immediatamente dopo, in alcuni casi di fronte agli stessi genitori. Dei 17 originariamente sentiti in audizione protetta 6 sono usciti dal procedimento. E per questo la posizione dell'uomo si era fortemente ridimensionata: i sei non avevano confermato le accuse e il perito nominato dal tribunale aveva riconosciuto che i bimbi che hanno raccontato di essere stati molestati potrebbero essere vittime di un "contagio dichiarativo". Ma le indagini, dopo l'incidente probatorio, sono andate avanti. E così che altri due giovani, di parecchi anni più grandi, si sono fatti avanti raccontando delle molestie che avrebbero subito da parte del "loro" presidente.

«Gli atti di chiusura indagine - spiega il difensore, l'avvocato Vincenzo Arcidiacono - saranno oggetto di una attenta valutazione da parte nostra, solo in seguito decideremo il da farsi. Di certo c'è che il mio assistito ribadisce di non aver mai fatto nulla di morboso o sbagliato e che i gesti, ridimensionati nella loro portata, erano semplicemente dei modi di stare con i giovani».

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