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Cronaca Castelfranco Veneto / Via Pagnana

Lite per una mancata precedenza, parla il presunto aggressore: «Mi sono solo difeso»

Il fatto é accaduto ieri 19 giugno intorno alle 17,45 a Castelfranco non distante dalla discoteca "Eurobaita al Lago" di via Pagnana. Luka Musobelliu, 23 anni, che si trova ora indagato dalla Procura di Treviso per lesioni gravi, avrebbe sferrato un pugno al volto di Kushtrim Hajzeraj, un kossovaro residente nell'Alta Padovana di 39 anni. Il ragazzo: «Mi ha preso al collo, non riuscivo a respirare. Poi sono scappato sotto shock»

Un indicatore di direzione lasciato spento, una banale discussione per una precedenza, poi l'inseguimento in auto e l'aggressione. Questa sarebbe la dinamica di quanto è successo ieri 19 giugno, intorno alle 17,45, a Castelfranco Veneto, in via Pagnana non distante dalla discoteca «Eurobaita al Lago». Ad avere la peggio è stato Kushtrim Hajzeraj, un kossovaro residente nell'Alta Padovana di 39 anni, colpito al volto da un pugno scagliatogli da Luka Musobelliu, 23 anni, che si trova ora indagato dalla Procura di Treviso per lesioni gravi. Hajzeraj, dopo essere stato colpito, è caduto a terra a peso morto battendo violentemente la testa. Soccorso da alcuni passanti e poi dal personale del Suem 118, il 39enne è stato ricoverato al Ca' Foncello dove, nella notte, i sanitari lo hanno sottoposto ad un delicato intervento chirurgico. L'uomo si trova in terapia intensiva ma le sue condizioni, che sarebbero ancora gravi, si sono stabilizzate.

Ma la versione difensiva di Luka Musobelliu, atleta di Mma ovvero le arti marziali miste di cui, tra il 2018 e il 2019 è stato campione italiano, europeo e mondiale, racconta una storia completamente diversa da quella dell'aggressione per futili motivi. «Stavo andando ad allenarmi alla Carollo Accademy che si trova proprio vicino all'Euro Baita - avrebbe raccontato - quando un'auto si è immessa in strada senza dare la precedenza e soprattutto senza avere la freccia accesa. Ne è scaturito un breve battibecco in cui sono stato anche insultato ma non ho reagito, facendo un semplice gesto con la mano e ho proseguito. Il 39enne però ha girato la vettura facendo una inversione a “U”e mi ha inseguito per almeno 800 metri, fino a superarmi e poi tagliandomi la strada con la macchina. E' uscito imbestialito, io sono sceso dalla mia auto per calmare le acque ma l'uomo mi ha afferrato al collo».

«Stringeva, stringeva forte - racconta ancora il ragazzo - anche se io gli dicevo che mi stava facendo male e di mollare la presa. Ad un certo punto ho tentato di divincolarmi e gli ho sferrato un pugno. E' caduto come a peso morto e ha battuto la testa perdendo i sensi. Io ho preso paura e me ne sono andato, dirigendomi verso casa mia a San Martino di Lupari, dove sotto shock mi sono confidato con mia madre». I due si sarebbero quindi recati in caserma dai carabinieri, dove Musobelliu avrebbe raccontato tutto ai militari dell'Arma.

Il giovane, che non ha precedenti e che fa parte del team della Carollo Accademy come allenatore di Mma, oggi pomeriggio è stato dal suo legale, l'avvocato Alberto Antonello di Padova, a cui ha riferito quanto accaduto. Unica testimone del fatto sarebbe la fidanzata di Hajzeraj, che però avrebbe dato ai carabinieri di Castelfranco due versioni apparentemente in disaccordo l'una con l'altra: nella prima avrebbe detto che il compagno avrebbe soltanto reagito alle escandescenza del ragazzo, nella seconda avrebbe invece riferito di essere scesa dall'auto perché preoccupata che la situazione potesse degenerare dato che Kushtrim era molto arrabbiato.

La Vittima dell'aggressione-2

Il 39enne kossovaro ha peraltro alcuni precedenti penali per furto. Nel 2015 era stato protagonista di una storia piuttosto dalla dinamica piuttosto divertente: a Tezze sul Brenta, in provincia di Vicenza, dei ladri si erano introdotti in una azienda e avevano prelevato dai banchi da lavoro vari utensili, un trapano, due smerigliatrici, un caricabatterie per auto, una saldatrice, del valore complessivo di circa 800 euro, sistemandoli vicino all'uscita pronti per poi portarseli via. Ma erano stati scoperti e se l'erano data a gambe levate. Uno di loro, appunto Hajzeraj, era rimasto però intrappolato sul tetto dello stabile ed era stato "circondato" da una sessantina di residenti infuriati e armati di badili, scope, bastoni, zappe e altri oggetti contundenti, prima di essere tratto in arresto.

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