Cronaca Castelfranco Veneto

Travolse e uccise un'anziana, il giudice lo assolve dall'omissione di soccorso

Roberto Marcon, 41enne di Castelfranco è stato condannato a un anno e 6 mesi per l'omicidio stradale di Graziella Geremia, una 74enne di Rossano Veneto. Riconosciuto il concorso di colpa della vittima

«Avvocato, penso di aver preso sotto qualcuno in auto, non so come ma ho paura che sia morta, ne parlano tutti i giornali». Erano le 7 del 10 novembre del 2019 quando Roberto Marcon,  41enne di Castelfranco che è cugino del sindaco delle città castellana e presidente della Provincia Stefano Marcon, ha telefonato all'avvocato Aldo Pardo che, subito dopo, lo ha accompagnato alla Polizia Stradale dove si è costituito. Era lui l'uomo che a bordo di una Fiat Punto, ha travolto e ucciso Graziella Geremia, una 74enne di Rossano Veneto che era insieme alla figlia 42enne. L'uomo, denunciato a piede libero per omicidio stradale e omissione di soccorso, è stato oggi condannato, con il rito abbreviato, a 1 e 6 mesi, pena sospesa. A Marcon il gup Gianluigi Zulian ha riconosciuto le attenuanti generiche, oltre che il concorso di colpa della vittima. Ma soprattutto gli è stato risparmiata l'omissione di soccorso. Il pubblico ministero aveva invece chiesto 3 anni.

Il 41enne aveva detto infatti di non essersi accorto di quanto era successo. «Ho solo sentito un forte botto, pensavo che mi fosse arrivato qualcosa addosso alla macchina, forse un sasso. Poco dopo il passaggio mi sono fermato, mi sono girato a controllare ma non ho visto nulla, anche perché la strada era scarsamente illuminata. Ho notato il fanale rotto. Solo il giorno dopo, vedendo la notizia su internet ho realizzato che potevo essere stato io: tutto corrispondeva, la strada, l’orario». 

Roberto Marcon stava andando a fare la spesa in uno dei supermercati verso Salvarosa dopo aver imboccato via dei Carpini. Era alla guida di una Fiat Punto: all’altezza del civico 8 ha compiuto un sorpasso, come hanno riferito i testimoni oculari, occupando la corsia a sinistra delle due in quel senso di marcia.  E’ stata una questione di istanti: si pensò forse che fosse in fase di rientro nella corsia di destra quando ha investito Graziella Geremia che era sottobraccio alla figlia. Le due, dopo aver  parcheggiato l’auto, stavano attraversando la strada per andare a trovare una parente che abita dal lato opposto: ma non erano sulle strisce pedonali e il traffico più sostenuto nella corsia opposta, sempre a quanto riferiscono i testimoni, le aveva fatte fermare in mezzo alla linea di mezzeria. La Punto di Marcon le ha colpite in pieno. Marta Brunello ha sentito la madre strappata al suo braccio ed è finita a terra. Per la Graziella invece non c’è stato nulla da fare. 

 La ricostruzione ha evidenziato che le due donne erano intente ad attraversare al strada ma non sulle strisce pedonali, che si trovavano ad una trentina di metri dal unto dell'impatto. Inoltre si sarebbero mosse in senso quasi obliquo rispetto alla carreggiata e non perpendicolarmente. Le motivazioni della sentenza arriveranno entro ottanta giorni.
 

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