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Lunedì, 11 Dicembre 2023
Cronaca Paese

Cava Castagnole-Morganella, Niero insorge: "La Giunta dia regole"

I cavatori vogliono scavare dai 40 ai 65 metri. Gli avvocati, i geologi della Regione Veneto e la Commissione Cave hanno già detto però di no

PAESE - Ancora caos sulla gestione della cava Morganella a Castagnole di Paese. Da mesi infatti i cavatori vogliono scavare ulteriormente dai 40 ai 65 metri, ma gli avvocati e i geologi della Regione Veneto e la Commissione Cave hanno già detto che ciò è impossibile, soprattutto per i possibili danni ambientali che l'operazione potrebbe causare.

Proprio per questo motivo la la Commissione regionale V.I.A. ha rinviato di 15 giorni la decisione finale, per permettere una valutazione a tutto tondo su ogni dettaglio. La conclusione è quindi rimandata, ma l’esito appare ormai scontato. La attuale maggioranza del Comune di Ponzano Veneto e il consigliere regionale Pd Claudio Niero hanno infatti avuto conferma che erano nel giusto: il gruppo di imprese (Biasuzzi, Calcetruzzi e Superbeton) non  ha avuto la tanto attesa risposta positiva dalla Commissione V.I.A., nonostante il parere favorevole di compatibilità ambientale già espresso nell’aprile di due anni fa. Le imprese avevano chiesto di tornare a scavare nella Cava Castagnole-Morganella per arrivare dai 40 metri attuali ai 65 metri di profondità. “Ho dovuto contrappormi subito già dal 2008 da sindaco, e poi nel 2009 alla Giunta Granello e alla Lega perché ho capito che dire di sì sarebbe stato contro la legge, dannoso per il territorio e senza alcuna pubblica utilità come ha scritto tre settimane fa anche l’Avvocatura della Regione Veneto”, ha detto Claudio Niero.

Numerosi infatti i pareri maturati di contrasto al progetto. Si va da un ordine del giorno della nuova amministrazione di Ponzano, alla mozione del 9 settembre 2009 di Claudio Niero approvata in Consiglio regionale con 42 voti e 4 astenuti nella quale si chiedeva alla Giunta regionale di fermare il nuovo progetto di scavo. D’accordo con Niero e di parere contrario al progetto sono stati anche il Dipartimento Geologia della Regione, quello della Commissione tecnica regionale per l’attività estrattiva e quello dell’Avvocatura regionale. In questi giorni poteva però esserci l’ultimo atto delle consultazioni e dei pareri, la Commissione V.I.A. è infatti l’ultima istanza prima del tavolo della Giunta. “E’ deludente constatare come, nonostante l’evidenza della legge e dei pareri che si sono accumulati, la Lega con Granello abbia sempre sponsorizzato quel progetto”, ha detto Niero, “che rappresenta non solo un assurdo giuridico, ma soprattutto è portatore di motivi di vera preoccupazione determinati dalla contiguità con due discariche - una di inerti a Sud-Est e una di rifiuti (denominata Marini) a Nord-Ovest -, dal rischio di contaminazione delle falde già portate a giorno dagli scavi,  dall’incerta stabilità delle scarpate". Infine”, ha detto Niero, “gli scavi esistenti, come hanno descritto i geologi della Regione, presentano già degli sconfinamenti rispetto alle autorizzazioni e l’eventuale nuova autorizzazione avrebbe pure costituito legittimazione illegale degli scavi eseguiti in difformità dall’autorizzazione originaria”. Ha concluso Niero: “Comunque con il rinvio in Commissione V.I.A. portiamo a casa una vittoria per il territorio e per l’interesse pubblico: la Giunta non può trascurare il rischio di inquinamento che è stato espresso anche dall’ATS che eroga il servizio idrico a Treviso. Alla Giunta chiediamo piuttosto di garantire la messa in sicurezza e la ricomposizione ambientale della cava Castagnole-Morganella”.

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