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Cronaca Sernaglia della Battaglia / Piazza Arditi

4 Novembre a Falzè di Piave, svelato il monumento restaurato in piazza Arditi

Le cerimonie per la Giornata dell'Unità nazionale e delle Forze armate proseguono anche domenica 5 novembre a Sernaglia della Bataglia

SERNAGLIA DELLA BATTAGLIA Circa 200 persone, con un'ampia rappresentanza di scolari, associazioni d'arma, combattenti e reduci e forze dell'ordine hanno partecipato oggi sabato alla cerimonia di svelamento del restaurato Monumento ai Caduti in piazza Arditi a Falzè di Piave. L'evento si è inserito nella cerimonia del 4 Novembre, Giornata dell'Unità nazionale e delle Forze armate. Dopo la Santa Messa celebrata nella chiesa parrocchiale di Falzè e la breve processione a piedi, in piazza Arditi si è svolta la cerimonia di svelamento a cui è seguita la benedizione del parroco don Mirko Dalla Torre e che è proseguita con il saluto del sindaco di Sernaglia della Battaglia Sonia Fregolent e l'Inno di Mameli e la Canzone del Piave eseguiti dagli alunni della scuola primaria statale di Falzè.

"Ci fa particolarmente piacere vedervi così numerosi e ringrazio di cuore l'Istituto comprensivo per avere partecipato a questo momento molto importante per l'Amministrazione comunale – ha detto Fregolent – mi aggiungo ai saluti già fatti all'alpino in armi Christian Campeotto, oggi presente con noi. Gli chiedo di ringraziare il comandante del sesto Reggimento Alpini (Battaglione Alpini "Bassano", 62esima Compagnia "La Valanga") che ha permesso la sua presenza oggi. Ogni anno il 4 Novembre viene ricordato per l'importanza che ha, soprattutto per la fine della prima Guerra mondiale, e per commemorare tutti i ragazzi che all'epoca hanno donato la loro vita. Christian Campeotto ha scelto la vita militare, come anche altri ragazzi del nostro Comune.

Questo significa contribuire al benessere e alla sicurezza di tutti noi. Senza le forze dell'ordine, la pace e la serenità non sarebbero così scontate. Mentre noi dormiamo c'è qualcuno che veglia su di noi, perciò dico ancora una volta grazie a loro. Oggi vediamo il restauro del monumento, per il quale abbiamo ottenuto un contributo della Regione Veneto: un intervento da circa 40.000 euro che secondo noi era necessario per dare lustro a questa opera importante per il nostro territorio che insieme ad altre vuole ricordare tutte le persone che hanno donato la vita per la libertà di tutti noi. Prima, Don Mirko ha ricordato la battaglia di Lepanto e l'offensiva contro i Turchi che arrivavano in Europa. Spero che la stessa fermezza e volontà di allora nel tutelare e preservare le nostre radici continui ad esserci per il futuro. Ringrazio anche l'ufficio comunale lavori pubblici per l'opera svolta e per come ha seguito il cantiere".

L'architetto Marco Merello, autore del progetto di restauro, si è rivolto così ai presenti: "Ogni monumento ha una storia da raccontare. Questo di piazza Arditi, dedicato a persone morte in guerra, racconta una storia ma è al tempo stesso parte di questa comunità, che lo inaugurò nel 1925 e che oggi lo rivede dopo il restauro che lo ha interessato nella sua completezza, cioè nelle parti in pietra e in quelle che credevamo fossero bronzi e che abbiamo scoperto essere in ottone.

Il restauro è un percorso lungo che vede la collaborazione di varie figure, dal progettista ai collaboratori, da chi ha svolto il rilievo all'ufficio comunale, alla Sovrintendenza e a chi ha svolto materialmente i lavori. Per sapere come intervenire dovevamo conoscere la storia del monumento: qui siamo partiti con delle analisi, un rilievo tridimensionale che consentirà negli anni di verificare eventuali cambiamenti. Analizzato il degrado e i materiali, abbiamo eseguito campionature e prove. Le sculture ora hanno cambiato colore, non sono più verdi come prima. Il restauro toglie tutto quello che nel tempo si è modificato e cerca di prolungare la vita dell'opera, per cui siamo intervenuti con una sostanza protettiva che consentirà di conservare l'ottone e la pietra negli anni a venire".

Il restauratore Georges Padovan ha approfondito una delle novità emerse durante il cantiere: "Ringrazio l'Amministrazione comunale che mi ha dato l'opportunità di lavorare su quest'opera meravigliosa di Giovanni Possamai. Li definivamo bronzi ma sono degli ottoni, ovvero una lega formata da rame e zinco con varie problematiche relative alle patine del tempo. Ci sono patine "buone" e "cattive", queste ultime chiamate anche cancro del bronzo. La differenza sostanziale è che quelle buone proteggono i materiali, quelle cattive provocano corrosioni che spesso sono inarrestabili e quindi degradano in modo irreversibile le opere d'arte. Sopra una patina "buona", a causa dell'inquinamento, se n'era formata una verde. Abbiamo eseguito trattamenti per rimuoverla senza intaccare la patina buona.

Restaurare, conservare significa mantenere in vita il manufatto con le caratteristiche volute dall'artista. Abbiamo poi protetto con sigillature gli ottoni da futuri attacchi da sostanze inquinanti presenti nelle piogge acide. Abbiamo cercato di fare in modo che nessun agente inquinante possa intaccare la lega metallica. Le pietre cementate hanno il problema della disgregazione causata dal tempo e dall'inquinamento. Abbiamo svolto un'opera di consolidamento capillare e stuccature che hanno una valenza non solo estetica ma anche strutturale perché hanno consolidato ciò che entro breve si sarebbe probabilmente disgregato. Ringrazio ancora l'Amministrazione comunale e mi complimento con questa comunità che riesce a sensibilizzare le nuove generazioni, che purtroppo non hanno memoria storica di ciò che è successo, mantenendo vivo il ricordo e il valore dei nostri monumenti". Dopo i protagonisti del restauro, hanno preso la parola Ernesto Zilli e Gino Dorigo per l'Ana. Quindi, il Coro Filò ha eseguito tre brani della tradizione popolare e militare: "Senti cara Ninetta", "La tradotta" e "La cima del Montello", prima di una nuova esecuzione dell'Inno d'Italia da parte degli scolari dell'elementare di Falzè.

Il progetto e la direzione dei lavori sono stati affidati all’architetto pievigino Marco Merello, il rilievo tridimensionale alla Mirartech di Belluno. Impresa esecutrice dei lavori è la Padovan Restauri di Crespano del Grappa. A Sernaglia della Battaglia, le cerimonie per la Giornata dell'Unità nazionale e delle Forze armate proseguono domenica 5 novembre con il seguente programma: alle 8.30 a Fontigo alzabandiera in piazza del Popolo, a cui seguiranno sfilata e deposizione di corona d'alloro al Monumento ai Caduti in via Santa Libera. Alle 9.15, Santa Messa nella chiesa parrocchiale. Lo stesso giorno alle 10.45 Santa Messa nella chiesa arcipretale; a seguire sfilata e deposizione di corona d'alloro al Monumento ai Caduti in piazza San Rocco. La cittadinanza è invitata a partecipare alle cerimonie.

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