Centenario Grande Guerra, Vittorio Veneto onora tutti i combattenti italiani

Il 4 novembre il Consiglio Comunale di Vittorio Veneto si esprimerà sul conferimento della cittadinanza onoraria alla memoria a tutti i combattenti italiani della Grande Guerra caduti nel conflitto o, successivamente, prima del 1968

VITTORIO VENETO Nel 1967 il Consiglio Comunale di Vittorio Veneto deliberò di conferire, nel corso dell'anno successivo, in occasione del 50° anniversario della fine della Grande Guerra, la cittadinanza onoraria agli ex combattenti della Grande Guerra, cittadinanza onoraria poi effettivamente attribuita con la delibera 81 del 30 giugno 1968. Tanto grande fu il calmore originato da quella decisione, che il Governo decise, nei mesi successivi, di istituire l'Ordine dei Cavalieri di Vittorio Veneto, oggi ancora esistente ma privo di componenti, dopo la morte, nel 2008, di Delfino Borroni.

"Dalla constatazione che molti, a distanza di tanti anni, ancora ricordano che il papà o il nonno o lo zio era Cavaliere di Vittorio Veneto e che la memoria individuale e familiare di quegli eventi è ancora forte e impressa in modo indelebile nella coscienza collettiva - spiega il sindaco Roberto Tonon - abbiamo ritenuto importante valorizzare ugualmente anche l'apporto indispensabile dato al processo di unificazione nazionale, compiutosi con la fine della Grande Guerra a Vittorio Veneto, anche di coloro che persero la vita durante il conflitto o, successivamente, prima del 1968".

Sabato 4 novembre, all'inizio di una giornata densissima di appuntamenti istituzionali per la Città, sarà, quindi, convocato il Consiglio Comunale per esprimersi sul conferimento della cittadinanza onoraria di Vittorio Veneto alla memoria a tutti i Combattenti italiani della Grande Guerra, caduti nel corso del conflitto o successivamente, prima del 1968. "Chi ha combattuto e ha dato il bene più prezioso, la vita, per l'Italia merita il massimo rispetto e la gratitudine di tutti noi - commenta il Presidente del Consiglio comunale Tocchet - è un onore per il Consiglio Comunale che presiedo poter legare per sempre il nome della nostra Città alla memoria di chi ha scritto quelle tragiche e dolorosissime pagine di storia".

I numeri della Grande Guerra per l'Italia e il mondo sono impressionanti: 6 milioni di mobilitati, 680.000 caduti, 2 milioni e mezzo di feriti tra le fila italiane, 9 milioni di morti nel mondo, cui seguirono altri 20 milioni di morti causati dall'epidemia di "spagnola" che si diffuse con estrema facilità al termine dle conflitto in una popolazione ridotta allo stremo dalla penuria di cibo e dalle terribili condizioni igienico-sanitarie del periodo.

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"La Grande Guerra fu un conflitto radicalmente diverso da quelli precedenti, soprattutto per l'enorme coinvolgimento delle masse popolari, sia sul fronte sia nelle retrovie - chiude l'Assessore al Centenario Barbara De Nardi - un sacrificio collettivo che non va dimenticato, specie pensando ai tantissimi che videro segnate indelebilmente le loro vite anche se giovanissimi, si pensi agli oltre 2 milioni di ragazzi richiamati non ancora venticinquenni e ai Ragazzi del '99, precettati quando non avevano ancora compiuto 18 anni, in un Paese che fissava la maggiore età a 21 anni".

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