Nutrie, nuovo blitz degli animalisti al Sant'Artemio

La cattura della nutria trovata ad aggirarsi per il mercato, martedì, ha fatto scattare un nuovo blitz di Centopercentoanimalisti alla sede della Provincia di Treviso. E intanto sono arrivate le pettorine per i cacciatori

Lostriscione affisso in Provincia

Dopo l'episodio della nutria al mercato, martedì, si torna a parlare di allarme nutrie. Ma c'è anche chi si batte in loro difesa.

Come il gruppo di attivisti Centopercentoanimalisti, che la notte tra giovedì e venerdì ha nuovamente preso d'assalto il Sant'Artemio con manifesti e striscioni.

"Basta la presenza di un innocuo animale in città per creare allarmismi infondati", commentano gli animalisti, che denunciano come da anni a Treviso sia in atto "una farneticante campagna di odio condotta dagli amministratori comunali e provinciali, non solo contro le nutrie ma contro piccioni, cigni e cani".

Ufficialmente, la nutria di martedì è stata catturata dalla polizia provinciale e condotta in un centro di recupero per animali selvatici. "Ma probabilmente è stata uccisa senza pietà", ipotizzano invece gli animalisti.

Sta di fatto che proprio dopo l'episodio della visita inaspettata della nutria al mercato sono state consegnate ai cacciatori selezionati dalla Provincia le pettorine di riconoscimento. La caccia, dunque, è aperta.

"Possibile che degli esseri viventi e senzienti, che non danno fastidio a nessuno, vengano demonizzati anziché esser visti come un arricchimento dell'ambiente? - si chiedono piuttosto gli attivisti di Centopercentoanimalisti, che accusano - Dietro c'è sempre la lobby dei cacciatori, con in testa il solito Gentilini, che preme per potersi scatenare nell'eccidio".

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Di qui il blitz notturno al Sant'Artemio, dove hanno affisso uno striscione di protesta - "Assassini! Giù le mani dalle nutrie" - e manifesti di liberazione animale e anticaccia. Perché "l'assassinio di animali deve finire".

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