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Travolse e uccise un chierichetto: patteggia due anni e tre mesi

Il ragazzo rientrava a casa in scooter dalla messa del giovedì santo, il 13 aprile 2017 in via Donegala Cessalto

CESSALTO Ha patteggiato 2 anni e 3 mesi di reclusione, con pena sospesa e revoca della patente di guida, E.I., il ventenne che il 13 aprile dell’anno scorso ha travolto e ucciso Diego Zago, 16 anni, in un tragico schianto frontale tra auto e scooter in via Donegal, a Cessalto. L’udienza si è tenuta davanti al giudice Bruno Casciarri del tribunale di Treviso. I familiari di Diego Zago sono assistiti da Giesse Risarcimento Danni, gruppo specializzato nel risarcimento di incidenti stradali mortali con sede a Castelfranco.

L’Incidente. Erano da poco passate le 22, Diego stava rientrando in sella al suo scooter dalla messa del giovedì santo, durante la quale aveva fatto da chierichetto. Mancavano solo poche centinaia di metri e avrebbe svoltato, come d’abitudine, nel vialetto di casa, in via Donegal. Nell’affrontare una lunga curva verso destra, invece, si è trovato davanti all’improvviso una Fiat Punto proveniente dal senso di marcia opposto, che invadeva la propria corsia. Alla guida c’era E.I., suo conoscente, che poco dopo, ai carabinieri accorsi sul posto, ha riferito di aver tagliato la curva: per addolcirla un po’, dato che non aveva visto nessuno sopraggiungere nel senso di marcia opposto.

Così Diego, trovandosi all’improvviso con quei fari e l’auto davanti, nulla ha potuto. Nello schianto, tremendo, è stato scagliato su cofano e parabrezza dell’auto, finendo poi riverso sull’asfalto. Il primo a soccorrerlo è stato il suo stesso investitore, che ha fermato l’auto e lanciato l’allarme al 118. In attesa dell’arrivo dei soccorsi sono intervenuti anche due passanti, uno dei quali ha provato a lungo a rianimare il corpo ormai già esanime di Diego. Dopo ulteriori tentativi svolti anche dai sanitari, non si è potuto purtroppo che constatarne la morte, causata dai gravissimi traumi subiti.

«Il dolore per la mancanza di Diego ci accompagnerà per sempre, ogni giorno della nostra vita – l’amaro commento dei familiari, dopo la sentenza – Vorremmo lanciare un appello ai tanti giovani che, purtroppo, ancora oggi si mettono alla guida incoscienti delle terribili conseguenze che possono avere le proprie azioni: vorremmo che questa tragedia potesse servire loro da esempio, da monito, affinché anche soltanto un’altra, simile, se ne possa evitare ! Quel che è accaduto a Diego dimostra, una volta di più, che è sufficiente un’unica distrazione, un solo attimo di azzardo a togliere una vita e sconvolgere per sempre quelle di tante persone».

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