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Caos chiusura uffici postali: il Pd chiede tavolo d'ascolto regionale

"Bene la sospensione del piano di chiusura uffici, ora però si apra la concertazione con la Regione", così le onorevoli Rubinato e Casellato

TREVISO Ancora caos per la chiusura degli uffici postali nella Marca trevigiana e non solo. Ora il Partito Democratico chiede un tavolo di ascolto con la Regione Veneto. Giovedì infatti, in Commissione Trasporti, il sottosegretario Antonello Giacomelli ha risposto congiuntamente alle interrogazioni di Rubinato e De Menech sulla annunciata chiusura di uffici postali, rispettivamente in Veneto e in provincia di Belluno. Secondo quanto riferito dal rappresentante del Governo,  Poste Italiane ha assicurato che tutti gli interventi inseriti nel Piano (nel Veneto sono previsti 49 interventi di chiusura e 5 interventi di rimodulazione delle giornate di apertura) risultano essere pienamente rispettosi della normativa vigente (come verificato anche dalla stessa Agcom) e che, in ogni caso, l’attuazione avverrà solo dopo aver completato il confronto con le Istituzioni locali, Regione e Comuni.

I deputati Simonetta Rubinato, Diego Crivellari e Floriana Casellato nel dichiararsi parzialmente soddisfatti hanno manifestato apprezzamento per la sospensione del piano di chiusura sottolineando però che il tavolo di confronto a livello regionale non è stato ancora concretamente avviato, per cui permane una situazione di incertezza sui territori. "Comprendiamo la necessità di contemperare le esigenze di sostenibilità economica di una società che deve stare sul mercato come Poste Italiane - affermano i deputati del Pd -, ma Parlamento e Governo devono farsi carico di porre in essere un contesto regolatorio, sia nella legislazione, sia nel contratto di programma, che nel passaggio all'economia digitale consenta di mantenere un presidio e il servizio universale nelle località più disagiate e per le fasce di popolazione più deboli. Questo può essere fatto solo se si coinvolgono a livello regionale gli amministratori locali per individuare eventuali soluzioni alternative alla chiusura, anche con l'utilizzo di immobili dei comuni oltre che delle nuove tecnologie, prevedendo a livello legislativo possibili sinergie tra enti locali e Poste e anche eventuali coperture ad hoc per gestire una necessaria fase transitoria". E concludono: "Per questo sollecitiamo la rapida apertura del tavolo regionale e chiediamo al Governo iniziative concrete per mettere Poste in condizione di garantire il servizio universale in condizioni di sostenibilità economica".

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