Chiusura di 15 uffici postali, 14 sindaci insieme per difenderli

I primi cittadini chiedono la sospensione del provvedimento. Lunedì incontreranno i parlamentari. "Ignote le ragioni della decisione"

Il sindaco di Conegliano, Floriano Zambon, alla firma del documento

CONEGLIANO Sospensione immediata del provvedimento di chiusura degli uffici postali. A chiederla sono i sindaci di 14 comuni della provincia di Treviso che hanno sottoscritto un documento in seguito alla comunicazione da parte della direzione provinciale delle Poste Italiane del 2 febbraio che annunciava la chiusura di 15 uffici postali nei relativi comuni.

Firmatari del documento, i primi cittadini di Borso del Grappa, Cimadolmo, Codognè, Conegliano, Follina, Fonte, Giavera del Montello, Godega di Sant’Urbano, Maserada sul Piave, Nervesa della Battaglia, San Zenone degli Ezzelini, Sarmede, Valdobbiadene e Vedelago. I sindaci incontreranno lunedì prossimo a Conegliano i parlamentari della Marca, ai quali chiederanno di verificare le ragioni che hanno portato l’azienda a prevedere, in due mesi, la chiusura di 15 uffici, di cui due a Vedelago.

Si tratta di una brutta pagina che si avvicina molto a quella della chiusura dei tribunali – chiosa Floriano Zambon, primo cittadino di Conegliano -. Difenderemo questo servizio ad ogni costo. Le modalità con cui si è arrivati ad individuare gli uffici a livello nazionale ed in particolare in provincia di Treviso da chiudere desta molti sospetti e perplessità ci stiamo mobilitando al fianco delle organizzazioni di categoria, come ad esempio il sindacato pensionati, per evitare che uffici che svolgono funzione di prossimità vengano chiusi e quindi creati disagi soprattutto a quelle fasce della popolazione più bisognose di servizi di questo tipo".

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Sulla questione si sta muovendo anche il gruppo consigliare provinciale di Sinistra Ecologia Libertà che presenterà un ordine del giorno da sottoporre all’approvazione del Consiglio Provinciale, per esprimere sostegno ai sindaci mobilitati e chiedere una azione congiunta dei soggetti sociali e istituzionali che impedisca la realizzazione del piano di dismissione previsto da Poste Italiane.

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