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Cronaca Quinto di Treviso

"Ci vediamo a bere un caffè", poi lo scambio della droga

Arrestati dalla polizia due albanesi che spacciavano tra Venezia e Treviso. I due con i clienti avevano un codice particolare. Sequestrata cocaina ed eroina

Una frase  in codice (“Ci vediamo a bere un caffè”) serviva per stabilire un futuro incontro. Era la tecnica utilizzata dai pusher, due fratelli albanesi pregiudicati di 24 e 29 anni, M. L. e A. L., arrestati dalla squadra mobile trevigiana.
 
Il luogo stabilito per l'incontro era un bar di Quarto d'Altino, dove avveniva lo scambio di droga. Due le scelte per il compratore, anche questa volta in codice “roba bianca” o la “roba rossa”, per indicare cocaina ed eroina. I due fratelli avevano il loro deposito in un campo di via Zuccarello, a Marcon. 
 
Da tempo la polizia seguiva i due e aveva scoperto 80 grammi di cocaina e mezzo kg di eroina. I clienti fissi, una trentina, erano della provincia di Treviso e Venezia. I due erano severi per chi non saldava: avevano minacciato di morte con una pistola  un 27enne trevigiano, che era debitore di 400 euro dalla coppia.
 
Il giovane impaurito aveva raccontato tutto alla polizia. Si tratta dell'ultima operazione condotta dal capo della mobile di Treviso, Roberto Della Rocca. Da lunedì sarà alla Questura di Verona.
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