menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Confermata in secondo grado la condanna all'ergastolo di Sergio Papa

Confermata in secondo grado la condanna all'ergastolo di Sergio Papa

Duplice omicidio di Rolle, confermato l'ergastolo a Sergio Papa

Dopo quasi sei ore di camera di consiglio i giudice della Corte d'Appello escono con la sentenza: carcere a vita per il 35enne, colpevole di aver trucidato Loris e Annamaria Nicolasi la mattina del 1 marzo del 2018

Dopo quasi sei ore di camera di consiglio la Corte d'Appello di Venezia ha confermato oggi, mercoledì 25 novembre, la sentenza di primo grado con cui Sergio Papa è stato condannato all'ergastolo (con due anni di isolamento diurno) per il duplice omicidio di Loris e Annamaria Nicolasi, i coniugi di 72 e 69 anni trucidati a colpi di roncola la mattina del 1 marzo del 2018 nel giardino della loro casa di Rolle.

«Mai come in questo caso - è stato il commento dei difensori  Papa, l'avvocato Fabio Crea e l'avvocato Alessandra Nava - sarà necessario leggere le motivazioni per cercare di comprendere come sono state superate alcune criticità». Il 35enne era presente in aula alla lettura del dispositivo.

La sentenza di primo grado, confermata quest'oggi, puntava essenzialmente sulla prova del Dna. « Il teorema accusatorio - scrissero i giudici - risulta supportato dalla cosiddetta prova scientifica imperniata sul rinvenimento nella parte interna dell'unghia di Anna Maria Niola del profilo genetico appartenente all'imputato». Le motivazioni della sentenza confermavano la tesi del pubblico ministero Davide Romanelli quando sottolineavano che quel Dna sarebbe la prova del fatto che l'anziana abbia cercato di difendersi dall'aggressione di Papa. Se da un lato infatti viene rimarcato il significato attribuito dal Ris di Parma alla presenza del Dna così in profondità all'interno dell'unghia e che quindi non avrebbe potuto arrivarci per "contaminazione" come sostenuto dalla difesa, dall'altro si respingevano le critiche del legale di Papa sugli errori di conservazione dei reperti.

«La oggettiva impossibilità di stabilire a quale unghia del dito della mano sinistra della vittima fosse riferibile il rinvenimento del profilo genetico sicuramente ascrivibile a Papa - spiegò la Corte - non riveste un rilievo concludente ai fini della difesa essendo comunque evidenziate carico della Niola in sede autoptica lesioni da difesa alle dita della mano destra, segno che la poveretta aveva tentato di difendersi con le mani dall'aggressione omicidiaria»

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

TrevisoToday è in caricamento