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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Cronaca

Omicidio di Rolle, on line Papa si vantava di pestaggi e di saper "bruciare cose"

In aula gli investigatori hanno portato alcune tracce trovate nel computer di Papa: una chat, risalente al 2016, in cui nell'ambiente virtuale del gioco Triavian, con il nick name di Reius Gilles, il presunto killer si presentava come violento e spietato

Una personalità violenta, che si "vanta" di pestaggi e del talento a bruciare cose. E' Sergio Papa nel racconto di Giovanni Mura, comandante del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Treviso, ascoltato oggi, giovedì, come testimone nella lunga udienza del processo a carico del 35enne, accusato dell'omicidio di Loris e AnnaMaria Nicolasi, avvenuto il 1 marzo del 2018 nella casa dei due anziani coniugi a Rolle. Mura racconta delle tracce trovate nel computer di Papa: una chat, risalente al 2016, in cui nell'ambiente virtuale del gioco Triavian, con il nick name di Reius Gilles, Papa scrive: «Ho picchiato delle persone e gli ho mostrato un coltello. Ho preso una mazza». E di aver guardato i giornali nei giorni successivi. «Non è ha parlato nessuno -ha scritto Papa- quindi non è morto». Oltre a vantarsi del fatto di avere "talento a bruciare le cose".

Alla corte il comandante del Nucleo Investigativo dei Carabinieri riporta inoltre: «Il 5 marzo (quattro giorni dopo il duplicie omicidio) due ufficiali dell'Arma vedono Sergio Papa a casa dei genitori. I coniugi vengono convocati in caserma a Cison e nel tragitto ci sono intercettazioni telefoniche significative. All'arrivo dei carabinieri Sergio Papa viene scorto però uscire da una porta finestra, acquattandosi nascosto per poi rientrare nell'abitazione solo quando i militari ne escono».

L'avvocato difensore Alessandra Nava punta il dito contro i tre polacchi che, la notte che precede l'omicidio, avevano messo a segno una rapina ad una connazionale 50enne a Farra di Soligo. «Non ci sono elementi per legarli ai fatti di Rolle»: è stata la risposta di Mura. Ma l'asso che il legale di Sergio Papa vuole giocare è un altro: la procedura con cui sono stati fatti i prelievi per i test genetici sui corpi dei due anziani trucidati. «Non è stato rispettato il protocollo europeo - tuona la Nava durante la deposizione del dottor Alberto Futlanertto che ha effettuato i prelievi e l'autopsia sui cadaveri dei coniugi Nicolasi - come riporta la Cassazione se non vengono rispettate quelle procedure gli esami e i prelievi sono nulli».

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