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Sabato, 24 Settembre 2022
Cronaca Cison di Valmarino

Cison: mezzi di Protezione Civile e Pro Loco in un capannone di amianto a rischio sismico

E' quello di cui è convinto il gruppo di minoranza 'Laboratorio Cison': "Sia il manto di copertura, sia il controsoffitto di entrambe le strutture e delle tettoie, sono in lastre di fibrocemento tipo 'eternit' con presenza di amianto"

CISON DI VALMARINO Mercoledì sera in Consiglio Comunale a Cison di Valmarino si discuterà l’acquisto di un capannone costituito da due unità immobiliari contigue nella zona industriale di Talponè. Gli stabili dovrebbero ospitare in futuro il deposito e un sito logistico della Protezione Civile e della Pro Loco. Essi, tuttavia, non si troverebbero nelle condizioni di essere immediatamente utilizzabili. Il prezzo posto a base d’asta dal curatore fallimentare è poi pari a 295mila euro e per questa operazione l’Amministrazione si dice disposta a spendere fino a 354mila euro (che con le spese legali e altre uscite varie potrebbero salire a 400mila euro).

Il gruppo di minoranza in Comune "Laboratorio Cison" chiede quindi anzitutto che la cittadinanza sia largamente informata di questa importante scelta politica e amministrativa: "In sede di Consiglio Comunale dettaglieremo le nostre larghe perplessità su questa operazione. In particolare sia il manto di copertura, sia il controsoffitto di entrambi i corpi di fabbrica e delle tettoie, sono in lastre di fibrocemento tipo 'eternit' con presenza di amianto. Seppure in buone condizioni, questi elementi sono soggetti a crollo per rottura fragile delle lastre di fibrocemento per le deformazioni e gli spostamenti dovuti ad eventuali eventi sismici. Allo stato attuale dei luoghi non si potrà depositare in essi alcunché che debba essere utilizzato in caso di emergenza dopo un sisma, né si può immaginare di ammassare soccorsi nei casi di emergenza sottoponendoli ad un alto rischio per la salute. Non si può comunque pensare di utilizzare tali strutture in tali condizioni per un lungo periodo per il deposito dei mezzi della Pro Loco tanto importanti per la vita sociale, turistica ed economica della nostra comunità".

"Inoltre - continuano gli esponenti dle movimento - il complesso è stato realizzato prima dell’inserimento in zona sismica del Comune e pertanto, a termini di legge, una volta entrati nel patrimonio immobiliare del Comune e destinati a funzioni di supporto logistico per la Protezione Civile, deve essere valutata la sua vulnerabilità sismica. Si renderebbe pertanto, subito dopo l’acquisto, necessaria la bonifica del sito con la rimozione delle lastre di amianto da parte di ditte specializzate, la realizzazione di una nuova copertura e la verifica statica e sismica delle strutture. Abbiamo calcolato che tale operazione, senza contare il probabile adeguamento sismico, porterebbe la spesa ad aumentare di circa il 40% rispetto alla base d’asta e comunque del 20% in più rispetto alla cifra che il Comune è disposto a spendere".

Ma non sarebbe finita qui. "Per poter meglio valutare tutti i costi dell’operazione (bonifica, verifica sismica, eventuale rinforzo strutturale, probabile miglioramento o adeguamento sismico) e tenendo in considerazione i tempi di progettazione e l’eventuale ricerca di ulteriori fondi, all’Amministrazione di Cison di Valmarino converrebbe attendere il secondo esperimento di gara con un ribasso d’asta che probabilmente salirebbe al 50%. D’altro lato, avendo il Comune limitrofo di Follina operato un acquisto similare, si potrebbe sondare la disponibilità ad una condivisione e razionalizzazione delle risorse fra Comuni utilizzando parte di quegli spazi. Siamo davvero sicuri di voler spendere oltre 400mila euro per acquisire con tanta fretta un fragile scatolone di amianto a rischio sismico?".

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