Delitto di Rolle, indagini chiuse: ecco le prove che inchiodano Papa

I coniugi Loris e Annamaria Nicolasi furono trucidati il primo marzo 2018: il 35enne, arrestato alcune settimane dopo, è accusato di duplice omicidio volontario aggravato, tentativo di distruzione di cadavere, furto e incendio

I coniugi Nicolasi, vittime del duplice omicidio di Rolle

Duplice omicidio volontario aggravato, tentativo di distruzione di cadavere, furto e incendio. Questi i reati contestati a Sergio Papa negli atti di chiusura delle indagini sul duplice omicidio dei coniugi Loris e Annamaria Nicolasi, avvenuto il primo marzo dello scorso anno a Rolle. Per il sostituto procuratore Davide Romanelli il 35enne avrebbe commesso il duplice omicidio di AnnaMaria e Loris Nicolasi trucidandoli con una roncola che l'uomo avrebbe rubato dalla casetta degli attrezzi dei Nicolasi. Loris è stato colpito più volte nel cortile di casa, secondo la tesi dell'accusa, dopo una violenta lite. A Papa viene contestato anche il tentativo di distruggere il cadavere di Nicolasi, ritrovato cosparso di una sostanza infiammabile, probabilmente del carburante.

Dentro alla casa, in cui il 35enne si sarebbe introdotto per rubare, Papa avrebbe rubato due passaporti: uno di Loris Nicolasi, l'altro del padre di questo. Poi si sarebbe impossessato anche delle chiavi dell'abitazione e quelle della macchina dell'anziano, che però non è mai stata usata dopo l'omicidio.

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Infine il presunto assassino è accusato di aver rubato le chiavi di un'altra macchina (una Fiat 500) e del furto e incendio della Panda bianca che avrebbe utilizzato per allontanarsi dalla scena del delitto. L'esame del telefono ritrovato nella casa (perizia per la quale era stata chiesta e ottenuta la proroga della custodia cautelare in carcere che sarebbe scaduta giovedì scorso) non sono state ritrovate invece impronte digitali.

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