Duplice omicidio di Rolle, la Procura chiede l'ergastolo per Papa

Durissima requisitoria del pubblico ministero Davide Romanelli nei confronti del 35enne di Refrontolo accusato del duplice omicidio dei coniugi Nicolasi, 72 e 69 anni, trucidati la mattina del 1 marzo del 2018 nel giardino della loro abitazione

Le vittime e il luogo del delitto

«Sergio Papa ha ucciso Loris e Annamaria Nicolasi con una condotta malvagia. Per chiesto chiedo gli sia inflitto l'ergastolo». E' la pena massima quella richiesta dal pubblico ministero Davide Romanelli nei confronti del 35enne di Refrontolo accusato del duplice omicidio dei coniugi Nicolasi, 72 e 69 anni, trucidati la mattina del 1 marzo del 2018 nel giardino della loro casa di Rolle. Una requisitoria durissima quella del pm -  che ha parlato per sette ore -  durante la quale ha ripercorso le tappe delle indagini che hanno portato dietro alle sbarre Papa, attualmente recluso in custodia cautelare nel carcere di S. Bona. Una arringa fiume durante la quale sono emersi anche elementi nuovi, come ad esempio il contenuto delle intercettazioni ambientali di cui sono stati oggetto i genitori del presunto killer.

Le indagini, svela la requisitoria di Romanelli, si indirizzano da subito verso Papa. Vengono messi sotto controllo il suo telefono e quello dei familiari così come parte una attività di intercettazione ambientale. Il 4 marzo, dopo aver ricevuto la richiesta di comparizione ai carabinieri per generiche «ragioni di giustizia» il padre e la madre del 35enne vengono ascoltati mentre salgono in macchina. Fulvio Papa bestemmia e poi aggiunge «Figlio del c...., figlio di m....» riferendosi a Sergio.  Durante il viaggio, spiega il pm, li si sente simulare le possibili domande e creare un versione che protegga il giovane. «Dobbiamo dire che è via, che è andato in vacanza, che non sappiamo dove sia»: ripetono i due. Per l'accusa è la prova che da subito i genitori pensano ad un coinvolgimento del figlio nella mattanza di Rolle e che Sergio possa essere l'assassino che ha trucidato Loris e Annamaria a colpi di roncola.

I due parlano anche della macchina che il 35enne avrebbe usato per spostarsi, la Panda rubata che poi viene ritrovata bruciata. «Questo collegamento con la macchina - spiega la pubblica accusa - è significativo perché in quel momento nessuno ha messo in relazione la vettura e l'omicidio, tanto meno i giornali che anzi negli articoli di cronaca trattano la vicenda dell'incendio del mezzo come un fatto a sé stante». Il quadro probatorio a carico di Papa come descritto da Romanelli è pesante:  vi contribuisce la dichiarazione di Chamar Bilali, il pregiudicato marocchino con cui Papa va a Monfalcone una settimana dopo l'eccidio e che ai carabinieri racconta della confessione dell'uomo. «La sera prima -dirà agli inquirenti durante l'incidente probatorio- l'ho visto piangere mentre al telegiornale parlavano dei due morti ammazzati. Il giorno dopo mi ha spiegato che piangeva perché li aveva uccisi lui, per vedere l'effetto che fa».

Per Romanelli, Bilali è attendibile malgrado la sua fedina penale. Come attendibile è anche il compagno di cella che in aula aveva rivelato che Papa voleva cambiare avvocato perché scontento del suo difensore Alessandra Nava. In realtà il presunto assassino avrebbe puntato ad altro e a rilevarlo è proprio il compagno di carcerazione: cambiare avvocato per guadagnare tempo, portare il dibattimento oltre i tempi oramai prossimi di pensionamento del presidente della Corte, Michele Vitale, e far ripartire il processo da capo. Romanelli torna anche sulla dinamica della duplice aggressione fatale ai coniugi Nicolasi. Loris è stato colpito con particolare violenza, morirà a causa di una emorragia provocata da una ferita da scannamento al collo, ricevuta dopo che, sempre con una roncola, il suo omicida lo ha ferito gravemente all'addome tanto da provocare una parziale fuoriuscita delle anse dello stomaco. Prima di soccombere, come rilevano alcune ferite superficiali, ha lottato disperatamente per salvarsi la vita. L'autopsia dirà che è ragionevole pensare che chi ha ucciso in maniera così efferata e con tale violenza possa essere stato sotto l'effetto di stupefacenti. Il pm ricorda quindi che Papa ha avuto problemi di droga fin dal 2003, così come sarebbe stato solito alzare il gomito, come dimostra un tasso alcolico registrato nel 2006 a seguito di un fermo di polizia che aveva fatto registrare il livello record di 3,20.

Annamaria Nicolasi, è il racconto del pubblico ministero, è stata prima tramortita con un colpo alla fronte e poi freddata da un fendente di arma da taglio e punta che le ha perforato il torace. Anche lei ha provato a difendersi, come dimostrerebbe il dna di Papa trovato sotto ad una delle sue unghie della mano. La traccia sarebbe il segno lasciato sul viso di Papa, che il 35enne dice invece essere il risultato di una breve colluttazione con Loris Nicolasi avvenuta il giorno prima, quando gli anziani lo sorprendono nella loro proprietà. «Ma io -è la giustificazione data da Papa- ero andato per la farmi dare la ricetta delle frittelle dalla signora Annamaria». Ergastolo e isolamento diurno: queste le richieste del pm per il duplice omicidio, aggravato dalla particolare crudeltà nei confronti di Loris, dal fatto che le vittime erano due anziani che vivevano in un luogo isolato e dai motivi abietti e futili. Viene chiesta la condanna anche per il  furto della Panda, per il suo incendio e per il tentativo di bruciare il corpo del 72enne, che viene ritrovato cosparso di kerosene.

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