Tragedia di Tovena, l'autopsia: «Nessun pugno, Sartor morto per lo spavento»

Per quei fatti il magistrato ha indagato con l'accusa di omicidio preterintenzionale i fratelli Alberto e Francesca Stella, di 31 e 26 anni, due dei figli di Raffaello Stella, patron della Stelbi Spa di Farra

Alessandro Sartor

Potrebbero essere stati lo spavento e l'animosa concitazione di quei momenti a provocare l'infarto che ha ucciso Alessandro Sartor, il barista del "Bakaro" di Tovena morto per arresto cardiaco la sera del 30 maggio scorso tra i tavoli esterni del locale mentre intorno a lui si stava scatenando una accesa discussione. A dirlo è la perizia del medico patologo Alberto Furlanetto, depositata nei giorni scorsi e che ora sarà all'esame del pubblico ministero Daniela Brunetti. Per quei fatti il magistrato ha indagato con l'accusa di omicidio preterintenzionale i fratelli Alberto e Francesca Stella, di 31 e 26 anni, due dei figli di Raffaello Stella, patron della Stelbi Spa di Farra, azienda molto nota per essere da anni attiva nel mondo della produzione di materiale per la termoidraulica, la climatizzazione e l'idrosanitaria.

Secondo il consulente della Procura le condizioni di salute del barista, che soffriva da tempo di una grave patologia cardiaca, possono aver fatto sì che l'infarto sia sopraggiunto per "un forte stress emozionale" o un "picco emotivo". La perizia esclude invece, confermando le prime indicazioni emerse dall'autopsia, che a causare la morte possa essere stata direttamente o indirettamente causata da un fatto violento. Il post mortem peraltro aveva escluso che Sartor, come invece era stato riportato da alcuni testimoni, fosse stato colpito alla nuca dal più giovane dei fratelli Stella, stramazzando poi al suolo come conseguenza del pugno dato alle spalle.

La sera del 30 maggio fuori dal locale ci sarebbe stata una rissa provocata da uno scontrino troppo "caro" per un giro di drinks consumati da Francesco Stella, dal fratello Alberto e alcuni loro amici. Tra i tavolini esterni, dopo l'intervento del titolare del bar, si sarebbe scatenato un parapiglia che Sartor avrebbe cercato di sedare. Ma all'improvviso stramazza a terra. «Lo hanno colpito alle spalle, con un pugno dietro alla testa, è stato il più giovane dei fratelli Stella»: dirà agli inquirenti un testimone oculare. «Non è vero -è stata la difesa di Alberto Stella- Sartor è caduto a terra all'improvviso, da solo. Francesco non gli era neppure vicino». La relazione di Alberto Furlanetto toglie di mezzo dallo scenario l'ipotesi del colpo alla testa: sulla nuca di Sartor non c'è infatti traccia di quel pugno, mentre appare chiaro che a tradire il barista sia stato il cuore malato.

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