Interviene per sedare una rissa, malmenato e ucciso: due fermati

Assurda tragedia nella notte al ristorante "Al Bakaro" di Tovena di Cison. A perdere la vita Alessandro Sartor, 45enne di Soller. Indagano i carabinieri che hanno torchiato due fratelli, di Farra: nel pomeriggio il provvedimento con ipotesi di reato di omicidio preterintenzionale e rissa

La caserma dei carabinieri di Cison di Valmarino

E' intervenuto per sedare uno scontro, molto rumoroso e violento, che vedeva coinvolti anche due giovani fratelli: è stato malmenato, scaraventato a terra, sbattendo violentemente il capo a terra, ed è morto poco dopo in ospedale, a Conegliano. Purtroppo inutile ogni tentativo di salvargli la vita. L'assurda tragedia si è consumata poco dopo l'una della scorsa notte a Tovena di Cison di Valmarino all'interno del bar ristorante "Al Bakaro". A perdere la vita un 45enne di Soller (nato il 12/11/1973), Alessandro Sartor, intervenuto solo per ammonire due giovani fratelli affichè la smettessero di urlare: in molti tra i clienti si erano attardati in vista del passaggio del Giro d'Italia di oggi, proprio di fronte al locale (erano in corso preparativi).

La loro reazione è stata però violentissima: quello che voleva fare il paciere è stato colpito con alcuni pugni alla schiena dai due e fatto cadere violentemente a terra. Un colpo al capo, fortissimo, che gli è stato purtroppo fatale. Immediato è stato lanciato l'allarme al 118 ma purtroppo l'intervento degli infermieri è stato purtroppo inutile: il 45enne è morto poco dopo in ospedale. Sul posto sono intervenuti i carabinieri che hanno portato in caserma i due principali responsabili e protagonisti di questa tragedia, per essere interrogati. Sono stati inoltre sentiti alcuni tra i testimoni del fatto. Nel pomeriggio per entrambi è scattato il fermo come indiziati di reato per omicidio preterintenzionale e rissa.

Alessandro, figlio unico, lascia i genitori: lavorava come capo reparto in un mobilificio della zona (talvolta lavorava occasionalmente come barista nel locale) ed era molto conosciuto nella zona. Da tutti viene definito come un bravo ragazzo e davvero nessuno poteva immaginare per lui un destino così tragico. «Sono incredula -spiega l'ex sindaco di Cison, Cristina Pin- lo conoscevo molto bene, era stato nella mia lista per le elezioni 2009-2014, il classico bravo ragazzo: nessuno poteva pensare ad un episodio del genere, lui non ha mai fatto del male ad una mosca. Il suo spirito di grande altruismo l'ha spinto a sedare questa rissa. E' certamente vittima di una situazione in cui non c'entrava nulla. Era sempre disponibile con tutti, il classico figlio che tutte le mamme vorrebbero. Era attivo nel volontariato, bastava chimarlo e interveniva. Non si può morire così».

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