Tragedia di Tovena, i famigliari del barista si oppongono all'archiviazione

A presentare la richiesta è stato il sostituto procuratore Daniela Brunetti nei confronti dei fratelli Alberto e Francesco Stella, che erano stati indagati con l'ipotesi di reato di omicidio preterintenzionale. L'udienza si terrà il prossimo 9 marzo

Alessandro Sartor

I legali della famiglia di Alessandro Sartor, il 45enne morto la sera del 31 maggio scorso durante una rissa al di fuori del "BaKaro" - il locale di Tovena dove lavorava - hanno deciso di presentare opposizione alla richiesta di archiviazione presentata dal sostituto procuratore Daniela Brunetti nei confronti dei fratelli Alberto e Francesco Stella, che erano stati indagati con l'ipotesi di reato di omicidio preterintenzionale. L'udienza si terrà il prossimo 9 marzo.

A scatenare la rissa sarebbe stato uno scontrino troppo "caro" per un giro di drinks consumati da Francesco Stella, dal fratello Alberto e alcuni loro amici. Tra i tavolini esterni, dopo l'intervento del titolare del bar, si sarebbe scatenato un parapiglia che Sartor avrebbe cercato di sedare. Ma all'improvviso era stramazzato a terra. "Lo hanno colpito alle spalle, con un pugno dietro alla testa, è stato il più giovane dei fratelli Stella" dirà agli inquirenti un testimone. Gli Stella, Alberto 31enne e Francesco 26enne, erano stati arrestati. Nei loro confronti era stata disposta la custodia cautelare in carcere e i due avevano trascorso 4 giorni dietro alle sbarre del penitenziario trevigiano di S.Bona. Ma le conclusioni delle indagini, basate sull'esito dell'autopsia  li avevano scagionati del tutto: Sartor era morto per cause naturali - un infarto - e non per il colpo ricevuto.

Per i legali dei familiari, gli avvocati Anfrea Nieri e Paolo Bottoli, contrariamente a quanto sostenuto dal consulente del pubblico ministero vi potrebbe però essere un nesso di causa tra l'agitazione dei momenti in cui si è svolta la rissa (per cui sono stati indagate una decina di persone, tra cui lo stesso Francesco Stella) e la crisi cardiaca risultata fatale a Sartor. Per questo viene chiesta l'imputazione coatta o in subordine la restituzione degli atti alla Procura per ulteriori indagini che partano dalla valutazione della perizia di parte. Inoltre, rispetto al reato di rissa ipotizzato dal magistrato, viene contestata la mancata aggravante in relazione alla morte del barista. Alberto Stella risulta invece indagato per lesioni: avrebbe ferito, accelerando improvvisamente con l'auto, la persona che stava tentando di fermarlo aggrappandosi alla portiera della Bmw a bordo della quale il 31enne stava cercando di allontanarsi dopo che Sartor era stramazzato a terra privo di sensi.

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