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Manildo perde gradimento: "A Treviso cambiate già molte cose"

“Un calo fisiologico che mostra una sostanziale tenuta del consenso nei confronti miei e della mia squadra. I primi mesi sono i più difficili"

Primo sindaco del centrosinistra è al 40° posto Giovanni Manildo di Treviso. Al suo primo incarico non può permettersi confronti ma tuttavia è costretto a registrare una flessione dell'1,50% rispetto al consenso ottenuto il giorno della sua elezione

“Un calo fisiologico che mostra però una sostanziale tenuta del consenso nei confronti miei e della mia squadra. I primi mesi sono sempre i più difficili, anche perché veniamo da vent’anni di immobilismo su molti temi che ora sono invece tutti sul piatto”. Commenta così il sindaco di Treviso Giovanni Manildo la classifica di gradimento degli amministratori dei comuni capoluogo pubblicata lunedì mattina dal Sole24Ore.

“Dal giorno in cui ci siamo insediati a Treviso sono già cambiate molte cose: dall’introduzione della raccolta differenziata, all’istituzione della cittadinanza civica, un gesto che ha riabilitato il nome della città nei confronti dell’opinione pubblica nazionale e internazionale sul tema dell’integrazione. Ora, dopo i primi mesi in cui abbiamo posto le basi del nostro progetto amministrativo, è il momento di cambiare passo e rendere concreti i progetti annunciati in campagna elettorale”.

Tra le azioni alle quali il Comune sta lavorando ci sono i temi dello sviluppo e il rilancio della città e dell’occupazione: “Anche se il Comune può incidere solo indirettamente sull’occupazione può però creare le condizioni perché in città si creino nuove opportunità di lavoro. Per questo guardiamo all’Europa, ai progetti che possono essere realizzati e ai fondi che fino ad oggi non sono mai stati utilizzati. Il nostro programma per Treviso, con la creazione di una smart city e una smart community, prevede da un lato uno sviluppo di tipo economico, legato alla presenza di attività innovative, di ricerca, oltre alla capacità di attirare capitali economici e professionali in città; dall’altro uno sviluppo di tipo umano e sociale. Una città è smart quando sono smart i suoi abitanti per competenze, capacità di relazione, inclusione e tolleranza.  Inoltre – prosegue il primo cittadino – stiamo studiando azioni mirate per il rilancio del centro storico e un piano per la gestione del turismo e della cultura come motori di sviluppo della nostra economia. Infine – chiude Manildo – quello che ci serve è una rapida revisione del patto di stabilità per dare ai trevigiani un più alto livello dei servizi”.

 

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