Cna dona un drone all'Ipsia Galilei, saranno i primi a sperimentarlo in Italia

FireFly6 per far “volare” i nuovi makers digitali. Ballan (CNA):«Strategica la contaminazione tecnologica tra scuola e impresa»

CASTELFRANCO VENETO — Gli studenti dell’Ipsia Galileo Galilei di Castelfranco Veneto saranno tra i primi in Italia a sperimentare il FireFly6, l’aerodrone di ultima generazione prodotto dalla statunitense BirdsEyeView Aerobotics, che la CNA ha acquistato e donato al team del professor Daniele Pauletto. La consegna è avvenuta questa mattina presso la sede degli Artigiani castellani in via degli Olivi 2.

Il FireFly6, leggero ed elastico grazie alla struttura in polistirolo, potente con i suoi sei motori, con un raggio di spostamento fino a 1,5 km, coniuga la funzionalità dei droni e la manovrabilità degli  aeromodelli, permettendo un’espansione delle possibilità e delle applicazioni di questi oggetti volanti ancora tutte da esplorare e da sperimentare. Ed è quello che sta facendo il Dronelab dell’Ipsia Galilei che in questi anni, grazie all’inventiva degli studenti, ha costruito diversi droni per nuovi fantasiosi utilizzi (consegna farmaci a domicilio, drone-sommelier, guida turistica, sorveglianza, pulizie etc). Tanto che una start-up Usa ha copiato l’idea del team di Pauletto avviando a San Diego un business sulla consegna dei farmaci a domicilio.

«La CNA di Castelfranco, che collabora da decenni con il “Galilei” aprendo agli studenti le porte delle proprie aziende per tirocini e stage – ha spiegato Roberto Ghegin, direttore della CNA castellana - ritiene strategico per il futuro dell’artigianato l’attività di ricerca e sperimentazione sulle nuove tecnologie applicate alla produzione, dai droni dalle stampanti 3D ad Arduino. Per questo ha acquistato e donato FireFly6 alla scuola, incentivandola a continuare su questa strada, e a mettere a disposizione le nuove conoscenze delle imprese artigiane».  La “contaminazione tecnologica” tra studenti e artigiani è già cominciata nei mesi scorsi con tre incontri organizzati da Ipsia, CNA e Treviso Arduino Group su stampanti 3D, droni e Arduino.  Proseguirà in autunno con l’avvio di una aggregazione informale di piccole imprese interessate ad approfondire il tema dell’innovazione tecnologica e a tentare di implementarla nei propri processi produttivi. Al percorso, finanziato dal Fondo sociale europeo, potranno partecipare anche giovani inoccupati o disoccupati. La stretta collaborazione tra studenti e imprenditori sull’innovazione tecnologica porterà beneficio anche ai ragazzi che potranno cominciare a lavorare nelle imprese del territorio, sperimentarsi e verificare la fattibilità di nuove idee imprenditoriali. Saranno loro gli artigiani digitali del futuro, che dovranno coniugare il saper fare artigianale – il prezioso patrimonio della nostra manifattura - con l’innovazione tecnologica spinta.  «Obiettivo di questa collaborazione – ha affermato il presidente della CNA castellana Flavio Ballan – è colmare il gap tecnologico di molte piccole imprese del territorio creando le condizioni per aumentarne la competitività. E allo stesso tempo quello di trasferire il “saper fare” artigianale alle giovani generazioni che dovranno innervare la manifattura italiana di conoscenze avanzate legate alle nuove tecnologie e ai nuovi linguaggi per non dissipare questo tesoro dal valore inestimabile. Solo così il nostro sistema produttivo potrà rimanere competitivo e avere futuro. Lo sforzo che stiamo facendo come CNA castellana è quello di mettere in rete competenze, progettualità, potenzialità presenti sul territorio». Le tappe del percorso per creare nuovi makers digitali è dunque avviato. La CNA è convinta che creerà anche opportunità di lavoro in un territorio, quello castellano, in cui la disoccupazione giovanile è al 22% ma i neodiplomati Ipsia e Itis “vanno a ruba”, segno di un bisogno delle aziende e anche della loro capacità di assorbire manodopera. FireFly6 verrà utilizzato dagli studenti dell’Ipsia, a partire da settembre. Verrà studiato e analizzato nelle componenti tecnologiche, meccaniche, elettroniche, ed eventualmente implementato per sperimentare nuovi usi e applicazioni.  «Il 90% dei droni nel nostro Paese è utilizzato per scattare foto ed effettuare riprese video – ha detto il prof. Daniele Pauletto –. In realtà questi oggi oggetti possono avere tantissimi altri usi. Ad esempio, in Germania vengono già utilizzati a fini di soccorso per portare velocemente i defibrillatori, in Svizzera hanno sperimentato degli usi come “badanti” o dogsitter. Ma gli utilizzi possibili sono tantissimi e mano a mano che si svilupperà la tecnologia capiremo ancora meglio come impiegarli nella quotidianità. Una della possibilità sarà il trasporto delle merci, che abbatterà costi e tempi».

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