"Coesione spaziale": a Valdobbiadene la mostra permanente dell'artista Simon Benetton

L'indimenticato Maestro trevigiano espone le sue opere al fianco di Lucio Fontana e Fausto Melotti. Inaugurato poi anche l'Archivio Storico Simon Benetton

VALDOBBIADENE E' stata inaugurata Sabato 10 Dicembre, presso le sale del Palazzo Simon Benetton a Valdobbiadene, la grande  mostra d'arte moderna “Coesione Spaziale” una personale permanente del Maestro trevigiano Simon Benetton da poco scomparso. La mostra offre i periodi più' significativi del Maestro Benetton; riconosciuto già negli anni settanta dal grande critico d'arte Enrico Crispolti come un “degno Spazialista”. Al fianco del Maestro Benetton si possono ammirare in mostra i suoi primi “Grandi Amori” come egli stesso definiva, una straordinaria Venere dormiente di Antonio Canova su marmo e due opere di Arturo Martini “La fata del Bosco” e “L'oca”; sempre in mostra, la “Coesione Spaziale” prende forma grazie all'accostamento di alcune opere di Lucio Fontana e Fausto Melotti richiamano lo “Spazialismo”, movimento artistico concettuale moderno degli anni cinquanta che ha cambiato radicalmente la storia dell'arte moderna.

La mostra è coordinata dal curatore Artur Valerio e patrocinata da Provincia di  Treviso, Comune di Treviso, Comune di Valdobbiadene e Comune di Pontedera, città dove il Grande Maestro Simon Benetton ha saputo incantare gli appassionati d'arte e non solo grazie alle sue continue partecipazioni. Alla mostra erano presenti anche i rappresentanti delle amministrazioni della città di Jesolo, di Miane e Nervesa della Battaglia. A questo straordinario evento è stato inaugurato anche "Archivio Storico Simon Benetton”, nato per volontà del Maestro Simon, con la collaborazione degli eredi e del curatore Artur Valerio, data la loro profonda conoscenza dell’opera del Maestro, in quanto a lui legati durante il suo lungo periodo di attività.

L'archivio ha lo scopo di archiviare tutta l'attività del Grande Maestro e di promuovere eventi culturali mirati, per evidenziare il contributo storico che il Maestro Simon Benetton ha donato all''arte moderna durante gli oltre sessantanni di attività artistica ed intellettuale. Il Maestro Simon Benetton, con ben trentotto presenze museali all'attivo continua a far parlare di se, offrendo ancora il suo grande messaggio: “L'assoluto equilibrio armonico tra l'uomo e la madre terra”, un messaggio che da sempre ha contraddistinto questo grande Artista, il quale ha portato una planetaria coesione umana ed intellettuale.

IL MESSAGGIO DELLA MOSTRA “COESIONE SPAZIALE”

“Coesione Spaziale” vuole essere l’unione di tre grandi Maestri che hanno portato dagli anni cinquanta agli anni settanta un messaggio solitario in tre diverse direzioni, ma che tuttavia ad un certo punto della storia dell’arte moderna trova un inequivocabile punto d’incontro comune. Sebbene intorno al 1950 Simon Benetton e Fausto Melotti non vennero direttamente coinvolti nel primo Manifesto Bianco spazialista, promosso dal Grande Lucio Fontana, a metà degli anni sessanta anch’essi si sono adoperati nel manifestare la loro arte inserendo in essa le dimensioni del tempo e dello spazio, dichiarando entrambi di voler avvicinarsi a questo movimento.

Simon Benetton nel 1964 crea delle forme filamentose verticali proprio come Fausto Melotti e subito dopo inventa il modulo, “Le ossa della madre terra” il ferro viene scisso dal suo nucleo, ed elementi primordiali sfidano la gravità terrestre, riempiendo lo spazio attraverso un ritmo musicale cadenzato a suon di tamburo ovvero a colpi di maglio;ma non finisce qui, il Maestro Simon in tutta la sua carriera artistica, rimane fedele all’essere un “naturale spazialista” e tutti i suoi periodi trattano la ricerca di smembrare ed alleggerire il materiale più pesante del nostro pianeta terra, lo dimostrano anche i periodi del “Volo” di fine anni settanta, “Spazio Cosmico” e l’ultimo periodo “Scultura Eterea”, opere lucenti che si staccano da terra completamente o quasi, in quella illusione che la materia si dissolva completamente trasformandosi in luce.

Di questa continua metamorfosi di Simon Benetton, si accorse il grande critico e storico d’arte Enrico Crispolti, oggi a mio avviso il piu’ importante archivista italiano dell’arte moderna nel mondo, grazie al suo eccellente operato “L’archivio generale delle opere di Lucio Fontana” e la sua continua collaborazione con la Fondazione di questo artista. Crispolti nel 1986 curo’ una grande mostra di Simon Benetton a New York, presso la Victoria Gallery situata nella Rockfeller Building Center; fu un evento che segno’ la svolta del grande maestro Simon, Crispolti venne catturato da queste sculture volanti e lo defini’ come un vero spazialista, nacque cosi’ una collaborazione che porto’ anche due importanti pubblicazioni redatte dallo stesso Crispolti; il suo saggio critico è presente anche in questo catalogo trattando la macroscultura urbana, una tematica fondamentale per comprendere il messaggio del Maestro.

L’incontro quindi di Simon Benetton con gli spazialisti del tempo fu inevitabile, quei moduli e quelle piastre di ferro intese anche come segnali di fuoco che modellano l’universo, conquistano lo spazio infinito dettato dal Grande Lucio Fontana e con la fedele verticalità di Fausto Melotti. Questa mia ultima affermazione, trova in particolar modo un riscontro scientifico per le tre opere esposte in mostra, gli “Accordi verticali” di Simon Benetton” del 1964, si affiancano ad esse in una incredibile “coesione spaziale” con l’opera di Melotti “Ricchi e Poveri” del 1970; mentre quel modulo dipinto su tela bianca, sembra voglia entrare nel cratere di Lucio Fontana “una porta temporale sull’infinito”. Non siamo quindi noi, curatori a parlare, ma la storia dell’arte Moderna; noi ci adoperiamo nel raccogliere tutti quei tasselli di eventi e fatti accaduti per consacrare questi Uomini, grandi Maestri, che meritano tutta la nostra parsimoniosa attenzione.

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