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La premiazione della manifestazione

La premiazione della manifestazione

Col Vetoraz: un nuovo trionfo alla finale del concorso Fascetta d'Oro

Gran Fascetta d'Oro, Fascetta d'Oro e Fascetta di Bronzo per la cantina trevigiana che continua a collezionare importanti riconoscimenti

VALDOBBIADENE - Si rinnova anche nel 2014 il successo della cantina Col Vetoraz, che ha raccolto nuovi riconoscimenti alla finale della 1° edizione del Concorso Enologico Fascetta d’Oro, unico concorso nazionale riconosciuto dal Ministro delle Politiche Agricole specifico per questa denominazione, a conclusione della rassegna Primavera del Prosecco Superiore.

La cerimonia di chiusura della manifestazione, svoltasi venerdì presso l’Enoteca Veneta di Conegliano, è stata animata da uno speciale show cooking condotto da Giovanna Walenziak Contilli, chef di origini polacche conosciuta ed apprezzata dai food lovers grazie alla partecipazione all’ultima edizione di MasterChef Italia.

Apprezzati in tutta Italia ma anche oltreconfine, i vini di Col Vetoraz si distinguono costantemente come tra i più autorevoli e premiati rappresentanti della denominazione. Per l’azienda trevigiana è stata una vera e propria pioggia di premi: Fascetta d’Oro al Valdobbiadene Superiore di Cartizze DOCG spumante dry 2013 che, risultando inoltre il migliore in assoluto per tutte le categorie si è aggiudicato anche la Gran Fascetta d’Oro, mentre la Fascetta di Bronzo è andata al Valdobbiadene Prosecco DOCG Superiore Spumante dry Millesimato 2013.

Il premio, un’opera dell’artista Valentino Moro, è stato consegnato da Giovanni Follador, Presidente Comitato Primavera del Prosecco a Loris Dall’Acqua, enologo e socio di Col Vetoraz, alla presenza della giornalista Monica Rubele di Sereno Variabile.

“Conservare, rispettare e non alterare - spiega l’enologo Loris Dall’Acqua - sono i principi che riassumono la nostra concezione di lavoro, agire con sensibilità per riuscire ad esprimere l'equilibrio, l'armonia e la piacevolezza tipica di questo vino. Nostro ambizioso obiettivo è riuscire ad esprimere la tipicità ed il terroir dell'uva che abbiamo scelto, senza togliere e senza aggiungere. Seguire scrupolosamente un metodo che preservi l'integrità espressiva del frutto di partenza è secondo me l'unico modo per riuscire ad ottenere gli equilibri e le armonie naturali che la vite ci ha donato. Se rispettato il Valdobbiadene prosecco Superiore è un vino gentile e leggiadro, che ci invita a bere, perché a mio avviso la vera cultura del bere è bere con piacevolezza”.

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