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Cronaca

Minacce di morte ai candidati: scatta l'indagine di carabinieri e Digos

Il caso del candidato di Coalizione civica, Francesco Cancian, finisce al centro degli accertamenti delle forze dell'ordine. Nel mirino sono finiti il candidato del Terzo Polo Nicolò Rocco e Giacomo Bruscagin oltre ai loro famigliari

Non si sono ancora spente le polemiche sulle minacce di morte inviate via social dal candidato di Coalizione civica, Francesco Cancian, all'indirizzo del candidato sindaco del Terzo Polo, Nicolò Rocco, e del candidato a consigliere dello stesso schieramento, Giacomo Bruscagin, e ai loro famigliari. Sembrava un caso chiuso: non è così. Rocco aveva annunciato, il 25 aprile, a margine della cerimonia della festa della Liberazione, di voler perdonare Cancian ma nel frattempo il suo comportamento è finito sotto la lente d'ingrandimento sia dei carabinieri, cui è stata subito fatta una segnalazione, che della Digos della Questura di Treviso che acquisirà le chat e farà partire una segnalazione alla Procura di Treviso. Motivo? Lo stesso Cancian avrebbe proseguito nei suoi messaggi minatori. Alcuni molto pesanti, come quello "Nella foto profilo stai baciando un cadavere", rivolto a Rocco e indirettamente alla sua fidanzata, presente nella sua foto sul profilo di WhatsApp. Altri messaggi sono arrivati nuovamente a Bruscagin via Facebook, attraverso un profilo fake (il nome scelto è stato quello di Igor Simutenkov, attaccante della Reggiana negli anni '90) forse riconducibile a Cancian. Il caso, da semplice fatto di cronaca (che dovrebbero valere una denuncia per minacce e/o molestie e/o atti persecutori), resta comunque politico: nei giorni scorsi Giorgio De Nardi ha pubblicato sulla propria pagina Facebook una lettera aperta rivolta al candidato di Coalizione civica. Ma anche questa uscita non è piaciuta, per usare un eufemismo, al Terzo Polo.

Le lettera aperta di De Nardi a Cancian

Caro Francesco,

sono molto triste per i brutti momenti che purtroppo hai vissuto e stai vivendo. Hai fatto un errore usando in un Social espressioni che non avresti mai dovuto scrivere. Lo hai subito riconosciuto cancellando quelle frasi. Hai chiesto perdono e ti sei assunto spontaneamente la responsabilità del tuo sbaglio ritirandoti dalla campagna elettorale. Sono pochi, specie in politica, che riconoscono i loro errori, chiedono scusa e fanno un passo indietro. Te ne siamo riconoscenti. Ti abbiamo apprezzato nella tua viscerale passione per i diritti dei diversamente abili, sia in politica che come volontario in una importante associazione. Conoscendo bene la tua generosità e il tuo inesauribile impegno vogliamo, con questa lettera aperta, testimoniarti tutta la nostra solidarietà per quei minuti di blackout in cui ti sono scappate delle parole non coerenti con la tua bontà d'animo. Saremmo stati tutti felicissimi nel caso fossi stato eletto a difendere i diritti dei più bisognosi e abbiamo accettato con grande dispiacere le tue dolorose dimissioni dalla candidatura come Consigliere Comunale perché è giusto così. I tuoi ideali saranno comunque portati avanti da tutti gli altri 172 Candidati della nostra coalizione, puoi contarci! Ieri ho ribadito di persona ai diretti interessati Nicolò Rocco e Giacomo Bruscagin il dispiacere, le scuse e la solidarietà per l'accaduto, sia a nome tuo che di tutta la coalizione. Sono certo che fuori dal durissimo agone elettorale continuerai con serenità a fare del bene come hai sempre amato fare. Con amarezza nel cuore per l'accaduto, ma anche tanta ammirazione per il tuo impegno nell'aiutare le persone più fragili, ti abbraccio.

Giorgio De Nardi

Terzo Polo “Da De Nardi gestione non all’altezza della situazione”

"I candidati consiglieri del Terzo polo" si legge in una nota "manifestano solidarietà dopo le minacce di morte ancora più pesanti da parte del candidato di Coalizione Civica e puntano il dito sulla gestione della situazione. “Bella la foto in cui baci un cadavere”. “Tic toc taac il tuo tempo sulla terra sta per finire” seguito da faccine sorridenti. Questi sono i messaggi che il nostro candidato sindaco si è trovato sul proprio cellulare personale dopo che aveva annunciato che avrebbe perdonato Cancian e non lo avrebbe denunciato. Messaggi uniti ad altre minacce rivolte via social anche a Giacomo Burscagin provenienti da un profilo sospetto poche ore dopo che il candidato sindaco della sinistra Giorgio De Nardi aveva scritto un post per ridimensionare l’accaduto e celebrare la bontà del suo candidato consigliere vittima a suo dire di un blackout. Post sotto forma di lettera indirizzata a Cancian di cui non si è capito il senso, visto che a loro dire a Cancian era stato interdetto l’uso dei social, e in cui la solidarietà a Rocco e Bruscagin occupava uno spazietto occasionale in fondo al post. In quel momento Cancian aveva bisogno di un aiuto professionale, non di pacche sulla spalla e addirittura giustificazioni che di certo non hanno aiutato lo sviluppo della vicenda che sul piano politico Rocco e Bruscagin avevano provato a chiudere".

"Crediamo che questa vicenda sia stata gestita con superficialità, opacità e dilettantismo da parte di De Nardi e di Coalizione Civica fin dall’inizio" continua la nota "Inclusione non può voler dire gettare una persona in un agone politico, per definizione stressante, senza una valutazione seria sul contesto e sulla storia dei candidati. Ancor più inaccettabili sono le frasi da parte di Coalizione Civica in cui si giudica l’eventuale scelta di segnalare alle forze dell’ordine un atto di bontà o cattiveria. La questione non è la bontà o la cattiveria, ma se esista un pericolo o meno. Infine, siamo colpiti dal silenzio assordante di De Nardi e della sua coalizione. Tolta Coalizione Civica, su sei liste che sostengono De Nardi gli unici a fare un comunicato di solidarietà sono stati gli esponenti del Partito Democratico. Li ringraziamo per la serietà e manifestiamo con ancora più forza la nostra solidarietà a Rocco, Bruscagin e alle loro famiglie. Per amore di Treviso".

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