Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Condannato bracconiere sorpreso con un capriolo sul Grappa

L'uomo aveva ucciso un esemplare femmina con un fucile a pallettoni non regolare e in un periodo non previsto dalle regole delle riserve alpine

Il capriolo ucciso e il fucile utilizzato per la caccia

BORSO DEL GRAPPA Si è chiusa con la condanna definitiva da parte del giudice la vicenda di un bracconiere fermato dalla Polizia Provinciale ambientale venatoria. L'episodio risale a un anno e mezzo fa. Durante un fermo di controllo eseguito su un fuoristrada dalla Polizia Provinciale lungo la Statale “Gen. Giardino” che conduce a Cimagrappa, alcune chiazze di sangue sui pantaloni del conducente insospettirono gli ufficiali che, controllando lo sportellone posteriore, trovarono sotto un telo militare una femmina di capriolo ancora calda, appena abbattuta.

Il conducente era inoltre in possesso di un'arma, un fucile da caccia per il quale scattò subito il sequestro, assieme a quello dell'animale. Il capriolo non era cacciabile in quel momento dell'anno perchè, in base alle regole delle riserve alpine, è concessa soltanto la caccia di selezione in determinati periodi. Portato subito alle analisi zooprofilattiche e veterinarie, si è scoperto che l'animale era stato abbattuto a pallettoni con armi non consentite. Così la settimana scorsa è arrivata la sentenza del giudice per l'imputato, un cacciatore di Borso del Grappa, che prevede 2.500 euro di ammenda, confisca dell'arma e pagamento di spese processuali.

“Le guardie venatorie della Provincia di Treviso fanno un grandissimo lavoro per il controllo non soltanto della fauna e dell'ambiente, ma anche di tutto il territorio provinciale – spiega Leonardo Muraro, presidente della Provincia di Treviso – In questo periodo è importante sgominare chi cerca di catturare illegalmente le nostre specie autoctone, per rispetto della natura e delle zone protette, oltre che di tutti i cacciatori che si comportano correttamente. In questo periodo di tensione, sapere che anche i nostri boschi sono tenuti sotto controllo da chi li conosce molto bene, è sinonimo di sicurezza”.

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