Cronaca Conegliano

Schianto in A28, Dimitre Trykov torna sui suoi passi: ripresentata l'offerta di risarcimento

Il 61enne imprenditore bulgaro, a cinque giorni dalla seconda udienza dell'abbreviato che si terrà il 21 giugno, ripropone i 35 mila euro a testa per le figlie di Sara Rizzotto, morta con la cugina Jessica Fragasso nel terribile tamponamento avvenuto il 30 gennaio scorso tra Villotta e Azzano Decimo

Tornano "in ballo" i settantamila euro promessi, come forma di risarcimento "autonoma" alle figlie di Sara Rizzotto, la 26enne di Conegliano morta con la cugina Jessica Fragasso, 20enne di Mareno di Piave, nel terribile schianto avvenuto lungo la A28 il 30 gennaio di quest'anno. A cinque giorni dalla seconda udienza - in programma il 21 giugno a Pordenone - del processo che in abbreviato vede sul banco degli imputati il bulgaro 61enne Dimitre Traykov, responsabile del tamponamento mortale ai danni della Fiat Panda a bordo della quale si trovavano le due giovani in compagnia appunto delle figlie di Sara, rimaste ferite, l'imprenditore sarebbe tornato ad offrire la somma (35 mila euro a testa) che è aggiuntiva rispetto a quella che sarà pagate alle famiglie.

Il 24 maggio scorso, di fronte al gup friulano Monica Biasutti, Trykov aveva inoltrato una seconda istanza di patteggiamento (la prima era stata rifiutata) a 5 anni, contro i 4 anni e 8 mesi della precedente. Il Procuratore della Repubblica di Pordenone aveva messo come condizione anche solo per prendere in esame la richiesta  il fatto che i soldi promessi venissero effettivamente versati. Il 61enne, che è accusato di omicidio stradale plurimo aggravato dalla guida in stato di ebbrezza (era stato trovato positivo all’alcol con 1,23 grammi per litro) e dalla fuga dopo l’incidente, si era però tirato indietro.

Il tragico tamponamento era accaduto tra Villotta e Azzano Decimo. Traykov avrebbe tamponato la Fiat Panda a bordo della quale si trovavano le due giovani e le figlie di Sara, di due anni e nove mesi, che fortunatamente non hanno riportato lesioni tali da essere in pericolo di vita.  Il bulgaro era in autostrada per provare un furgone, ma la velocità elevata del mezzo e il tasso alcolemico dell'uomo avrebbero causato l'incidente. Il 61enne, dopo il sinistro, avrebbe abbandonato il furgone e si sarebbe dato alla fuga in mezzo ai campi. L’imprenditore è finito in manette  nella sua abitazione a Pordenone ad opera degli agenti della Polstrada. 
 

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