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Sabato, 22 Giugno 2024
Cronaca Conegliano

Si ribellano all'arresto di un 24enne, scatta la protesta fuori dal Commissariato

Tensione giovedì pomeriggio nei pressi dei giardini di San Martino in via Sauro a Conegliano, durante un controllo anti-spaccio. Poliziotti aggrediti a calci e morsi da alcuni strannieri che hanno dato vita ad una rivolta. Un video su Tik Tok immortala le fasi dell'arresto del giovane

Un arresto movimentato quello eseguito ieri pomeriggio, giovedì 6 aprile, nei pressi dei giardini di San Martino, in via Sauro a Conegliano, zona nota per il degrado e lo spaccio della città del Cima. A finire nella rete di un controllo di una pattuglia della polizia è stato un 24enne ghanese che è stato accompagnato, non senza fatica, presso il Commissariato. Lui e alcuni altri giovani che si trovavano nei paraggi si sono ribellati agli agenti che sono stati infatti aggrediti a pugni e morsi, letteralmente accerchiati dal branco. Due poliziotti hanno riportato una prognosi di sette giorni ciascuno (uno è stato morso alle mani e alla schiena, l'altro ha ricevuto un pugno in faccia e ha rotto un dente). Solo l'arrivo di un'altra pattuglia delle volanti ha evitato che la situazione degenerasse ulteriormente.

La protesta del gruppo di stranieri si è poi spostata di fronte alla sede del Commissariato dove alcuni di loro hanno manifestato, urlando le loro ragioni e diffondendo inoltre un video su Tik Tok. Nel filmato che immortala alcune fasi dell'arresto del 24enne (accusato di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni, danneggiamento e rifiuto di fornire le proprie generalità) è presente una minaccia inequivocabile nei confronti dei poliziotti: "Questi sbirri devono pagare".

Il ghanese è comparso oggi, 7 aprile, nel processo per direttissima. Il 24enne (difeso dall'avvocato Eleonora Varnier), che non aveva assunto stupefacenti ed era incensurato, è stato condannato a 1 anno e 4 mesi di reclusione con la sospensione condizionale della pena.

La zona in cui è avvenuta l'aggressione

Il comunicato del sindacato di Polizia Fsp

«La Federazione Sindacale Polizia FSP, sempre vicina a tutti gli operatori del Comparto Sicurezza» si legge in una nota «esprime massima solidarietà all’equipaggio della Volante vittima dei fatti incresciosi avvenuti nella città di Conegliano in data 6 aprile, dove entrambi gli operatori sono rimasti seriamente feriti. Per questo sensibilizziamo il Governo, affinché si renda conto che la misura è colma e che per le prossime assegnazioni sia previsto un implemento d’organico per la sede del Commissariato distaccato di Conegliano che ad oggi è fortemente oberata di lavoro per il fattivo contributo nel rilascio dei Passaporti e delle licenze dei porti d’arma. E’ doveroso che almeno vi siano due equipaggi per turno, in considerazione della criminalità che insiste in questo territorio. E’ ora di finirla con la mera propaganda politica che avviene durante le svariate campagne elettorali ed avere il coraggio di passare ai fatti concreti, per il bene dei Poliziotti e dei cittadini onesti. Siamo certi che questo episodio possa scuotere gli animi di coloro che ci “governano” e che in un futuro prossimo, riescano a dare il giusto contributo di donne, uomini e mezzi a questo splendido territorio, ormai in preda alle “baby gang” e agli spacciatori che non temono più l’operato delle Forze dell’Ordine. Lo Stato, deve intervenire in maniera concreta e risoluta nei confronti di chi usa violenza verso i propri “Servitori”, per questo come Federazione chiediamo massima severità da parte della giustizia nei confronti di coloro che pongono violenza verso gli operatori di Polizia, in modo da far desistere questo tipo di reato».

Il Siulp: dilaganti fatti di degrado

«Il Siulp Treviso continua la sua opera di sensibilizzazione» recita una nota «per i dilaganti fatti di degrado della sicurezza pubblica che, a macchia d’olio, si stanno diffondendo sul territorio provinciale. Questi fenomeni, connessi perlopiù a coalizioni di bande giovanili, ma non solo, stanno dilagando, aprendo altri e ancor più preoccupanti fronti che esprimono sempre maggiore virulenza, assumendo aspetti critici. Condividiamo l’invocazione per una maggiore presenza degli organismi dello Stato che sono deputati al controllo ed il mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica: sicuramente, come Polizia di Stato, non possiamo abdicare a questo ruolo...infatti, nonostante gli encomiabili sforzi delle residuali risorse, si fatica ad affrontare questa crescita delinquenziale. Ma ci sono ulteriori aspetti che non possiamo sottacere e che non possono essere contenuti dal pur improcrastinabile adeguamento di uomini e mezzi. Ed il problema risiede nella inusitata violenza che vede coinvolgere direttamente gli operatori di polizia nell’ambito del servizio. E’ ben noto che il nostro ruolo istituzionale prevede una certa forma di esposizione a rischi derivanti dall’attività lavorativa».

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