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Cronaca Conegliano

"Una città rubata, una città ritrovata": reportage su trent’anni di pessima amministrazione

Il libro di Mario Anton Orefice con un intervento del professor Paolo Portoghesi sulla Geoarchitettura, un’architettura che si prende cura dell’uomo e dell’ambiente

CONEGLIANO L’idea del libro “Una città rubata” nasce per lasciare una traccia, per raccontare a giovani e meno giovani come, in mancanza di un progetto politico, la città sia diventata lo scenario di opere incompiute e di progetti gestiti male. Una stima del danno complessivo di quello che è stato sottratto ai coneglianesi, in termini economici e sociali, sicuramente non è inferiore a 50 milioni di euro se solo per il nuovo Municipio dell’Area Zanussi si era parlato di 30 milioni di euro, e se la mancanza di aree verdi colloca la città con 7,9 metri quadrati per abitante tra Palermo (10,5) e Bari (7,8). Venezia che è in mezzo all’acqua ne ha 37,8.

Ma ci sono anche strade mai terminate: accanto ai giardini di San Martino una lingua d’asfalto a metà in pieno centro, la Colombo - Est poi ribattezzata Amerigo Vespucci. Si inizia a parlarne nel 1989. Non lontano dalla “strada nel nulla”, il convento dei Domenicani, l’ex caserma Marras, che avrebbe dovuto diventare una mirabolante biblioteca di 2000 metri quadrati, invece dal 2007 gli studenti e i cittadini coneglianesi sono costretti nella provvisoria biblioteca bugigattolo della Ca’ di Dio in piazzale Santa Caterina. Ristrutturare il tetto della Marras costa 550mila euro e non si è ancora provveduto;  ristrutturare l’intero complesso 8 milioni di euro che non si troveranno mai (non si trovano nemmeno i soldi per la festa di capodanno in piazza...).

Al di là del Monticano l’incompiuta per eccellenza, l’area Zanussi, una fabbrica di errori, 160.000 metri quadrati sui quali si è giocata la sconfitta urbanistica e politica della città: dei 398.000 metri cubi previsti ne sono stati realizzati 80.000.  Mancano inoltre all’appello la bonifica ambientale, il nuovo Municipio e le aree verdi. Oggi è nelle mani dei curatori fallimentari.

Il libro si sofferma inoltre sulla cattiva gestione del Palazzetto dello sport; sull’affaire Econ, che ha causato al comune un danno erariale di oltre un milione di euro e sul quale nel 2010 è stato presentato un esposto alla Corte dei Conti (che non si è ancora pronunciata); sul centro polifunzionale abbandonato di via dei Ciliegi: 500.000 euro al vento; sulla mancanza di verde in città; sulla milionaria transazione fra il Comune e l’immobiliarista Paccagnella; sulle mura carraresi del Castello che franano sul lato nord, su un forno crematorio che finora ha bruciato solo soldi;  sul pesante deficit di verde.

La pubblicazione si conclude con due capitoli di proposta: un’intervista a chi sogna una Conegliano diversa; un intervento del professor Paolo Portoghesi sulla Geoarchitettura, un’architettura che si prende cura dell’uomo e dell’ambiente. Al libro da oggi in libreria e che entro il 20 dicembre sarà disponibile anche in formato ebook, è dedicata la pagina Facebook Una città rubata - Una città Ritrovata, per raccogliere idee, documenti, testimonianze.

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