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Lunedì, 22 Aprile 2024
Cronaca Conegliano

Tragedia in A28, l'Appello confermata la condanna a Dimitre Traykov

Sette anni è la sentenza uscita oggi, 26 aprile, dal processo di fronte ai giudici di secondo grado a Trieste. Momenti di tensione alla lettura del dispositivo: il padre di Sara Rizzotto ha cercato di raggiungere l'imputato gridando «sei un assassino»

Sette anni di reclusione. Alla fine i giudici della Corte d'Appello di Trieste hanno confermato la sentenza emessa in abbreviato dal Tribunale di Pordenone, condannando a sette anni di reclusione Dimitre Traykov, il 61enne imprenditore bulgaro responsabile del duplice omicidio stradale di Sara Rizzotto, 26enne di Conegliano, e della cugina Jessica Fragasso, 20enne di Mareno di Piave, avvenuto lungo la A28 nel tratto compreso tra Villotta e Azzano Decimo il 30 gennaio del 2022. Alla lettura della sentenza, a cui Traykov era presente, si sono vissuti momenti di forte tensione: il padre di Sara ha cercato infatti di raggiungere il 61enne, gridando «assassino, sei un assassino» ed è stato trattenuto a forza dalle forze dell'ordine. Confermate tutte le statuizioni civili dal gup friulano Monica Bisatti, che aveva disposto il pagamento di provvisionali che vanno dai 35 mila euro per i genitori delle due vittime (in realtà la famiglia di Jessica ha già ricevuto 470 mila euro come terzo trasportato) ai 25 mila per i nonni di Sara ai 20 mila euro per gli zii.

Nel corso dell'udienza è emerso che Dimitre Traykov avesse avviato le pratiche per dare alla moglie la procura speciale per effettuare il trasferimento dei suoi beni (tra cui otto appartamenti in Bulgaria) alla figlia. Il legale della famiglia Rizzotto, l'avvocato Alessandra Nava (gli altri avvocati di parte civile erano Enrico D'Orazio e Luca Motta), ha quindi formulato una richiesta di sequestro conservativo su tutte le proprietà riconducibili al 61enne su cui la Corte si è riservata. «Dall'assicurazione straniera del furgone - ha detto la Nava - che peraltro non è neppure intestata a Traykov ma ad un residente in Croazia, fino a questo momento ci sono arrivate solo proposte inaccettabili, fra cui l'offerta, pervenutami dieci giorni fa, di una liquidazione onnicomprensiva di 200 mila euro».

Il 61enne imprenditore bulgaro tamponò violentemente la Fiat Panda all’interno della quale si trovavano le due vittime in compagnia delle figlie di Sara (risarcite in via extra giudiziale con 35 mila euro ciascuna e che, tramite il padre, Devis Da Ros, ex compagno di Sara, avevano presentato la denuncia per lesioni colpose senza la quale l'uomo avrebbe goduto di un ulteriore sconto di otto mesi). Traykov, nei cui confronti il processo di primo grado "tolse" l'aggravante della guida in stato d'ebbrezza, piombò sulla macchina delle due ragazze a 180 chilometri all’ora, abbandonando la scena dell'incidente e fuggendo a piedi verso casa. Venne arrestato qualche ora dopo presso la sua abitazione: fu trovato positivo all’alcol test (aveva 1,20 grammi per litro) ma nel corso dell’interrogatorio affermò di aver bevuto a casa per calmarsi. L'incidente sarebbe stato causato da una distrazione dovuta al fatto che l'imprenditore ricevette una telefonata dalla moglie subito prima dello schianto.

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