rotate-mobile
Cronaca Conegliano

Delitto di Conegliano, la compagna dell'ex marito: «Sono innocente, è tutto un grande equivoco»

Dileysi Lorenzo Guzman, la donna dominicana finita in carcere con l'accusa di essere uno dei mandanti del delitto in cui è rimasta vittima la 72enne, prepara con il suo legale, l'avvocato Giuseppe Pio Romano, l'istanza per fare ricorso al Tribunale del Riesame. Intanto scoppia la rabbia social contro gli avvocati difensori: «Peggio dei loro clienti, dovrebbero prendersi 10 anni di galera»

«Sono innocente, è tutto un grande equivoco». Dalla sua cella nel penitenziario femminile della Giudecca, a Venezia, Dilesy Luciano Guzman, la 32enne dominicana arrestata nella notte tra venerdì e sabato scorsi in quanto mandante, con il compagno Enzo Lorenzon (ex marito della vittima) dell'omicidio di Margherita Ceschin, rivendica la sua totale estraneità ai fatti. Oggi, 26 luglio, la donna ha ricevuto l'avvocato Giuseppe Pio Romano, nominato d'ufficio quando l'ex difensore Martina Pincirolli aveva rinunciato al mandato (per una incompatibilità), al quale ha affidato il compito di essere il suo difensore di fiducia.

Dietro le sbarre da quasi una settimana la 32enne ha chiesto notizie del figlio 11enne, che al momento è ospitato da una amica. Ma soprattutto ha ribadito che lei, con il delitto Ceschin, non ha nulla a che fare. «E' tutto un grande equivoco - avrebbe detto Dileysi - i fatti che mi vengono attribuiti attraverso le intercettazioni sono riferiti ad un evento del tutto estraneo alla vicenda. Non posso credere che per quelle parole, riferite a eventi che con l'omicidio non c'entrano nulla, io sia finita qua dentro. E' vero, ho rapporti con Sergio Lorenzon, con cui sono imparentata, ma sono normali contatti tra persone che si conoscono e si frequentano». E lascia intendere che se davvero fosse stata una delle menti dietro alla tragica morte della 72enne, avvenuta la sera del 23 giugno all'interno dell'appartamento in via XXVIII Aprile a Conegliano, non si sarebbe certo rivolta a qualcuno che potesse essere ricollegato a lei.

L'avvocato Giuseppe Pio Romano-4

Il difensore Giuseppe Pio Romano ha spiegato che «le argomentazioni della donna sono complesse, articolare e hanno un base razionale». L'avvocato è già al lavoro per preparare l'istanza con la quale chiederà al tribunale del Riesame di Venezia la modifica della misura cautelare, in modo che la Luciano Guzman possa andare quanto meno ai domiciliari e poter ricongiungersi con il figlio.

Nel frattempo resta ricoverato al Ca' Foncello di Treviso per una colica renale Enzo Lorenzon, 79 anni, che per la Procura avrebbe architettato l'omicidio - commesso da Sergio Luciano Lorenzo e dal fratello (quest'ultimo è, insieme ad un altro complice, ancora irreperibile) - mosso da un risentimento provocato dalle questioni economiche esistenti con la Ceschin riguardo un divorzio molto burrascoso.

Intanto sui social network, e in particolare su Facebook, sono apparsi dei commenti al vetriolo che attaccano direttamente gli avvocati (Fabio Crea, difensore di Enzo Lorenzon, di Sergio Lorenzo e Juan Maria Guzman) e Giuseppe Pio Romano, che è appunto il legale di Dileysi Luciano Guzman. «Per me dovrebbero dare l'ergastolo a 10 anni di galera agli avvocati che li difendono inventandosi un sacco di balle» scrive caustico un utente. «Ma davvero gli avvocati credono a quello che dicono? Il mandante sarebbe molto provato dalle condizioni carcerarie ma non era provato per avere una relazione con una donna di 50 anni più giovane» dice un altro. "Mi meraviglio del coraggio che hanno gli avvocati a difendere questi criminali" è scritto in un post, mentre un altro isciritto scrive che «gli avvocati hanno proprio il pelo sullo stomaco». E infine c'è chi sentenzia che «questi avvocati sono peggio dei loro clienti».

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Delitto di Conegliano, la compagna dell'ex marito: «Sono innocente, è tutto un grande equivoco»

TrevisoToday è in caricamento