rotate-mobile
Cronaca Conegliano

Uccise la madre a coltellate, l'assassino finirà in detenzione in una Rems

Ippolito Zandegiacomo, il 57enne di Conegliano che la mattina del 24 ottobre scorso, a Parè di Conegliano, ha trucidato la madre Maria Luisa Bazzo, una anziana di 87 anni, è pericoloso per sé e per gli altri. Ieri, 1 febbraio, si è tenuta l'udienza nella quale è stata presa in esame la perizia psichiatrica

Ippolito Zandegiacomo, il 57enne che la mattina del 24 ottobre scorso, a Parè di Conegliano, ha ucciso a coltellate la madre Maria Luisa Bazzo, una anziana di 87 anni, andrà in una residenza per l'esecuzione delle misure di sicurezza. Ieri, 1 febbraio, si è svolta l'udienza in cui è stata presentato al giudice l'esito delle perizia sul suo stato clinico. Il consulente del tribunale e quello di parte (Zandegiacomo è difeso dall'avvocato Danilo Riponti) hanno convenuto sulla sua pericolosità per sé stesso e per gli altri. Il pubblico ministero Michele Permunian ha quindi fatto al giudice delle indagini preliminari (che si è messo in riserva) la richiesta che il 57enne esca dal carcere e venga ricoverato in ospedale a Conegliano. Ma la misura di sicurezza che gli sarà applicata prevede anche che venga trovato un posto in una Rems (le strutture che hanno sostituito i manicomi criminali) dove Zandegiacomo sconterà una lunga detenzione ma soprattutto verrà curato da quella che è unanimemente considerata come una forma grave di schizofrenia e dissociazione della personalità.

Attualmente detenuto nel carcere di Treviso, Zandegiacomo rammenta di aver ucciso la madre ma non ricorda nulla dei particolari macabri dell'omicidio: i polsi, tagliati fino alle ossa nel tentativo dovuto ad un raptus, di tagliarle le mani e neppure i numerosi fendenti che hanno squarciato la gola di Maria Luisa e che sono risultati fatali, come ha confermato l'autopsia condotta dall'anatomopatologo Antonello Cirnelli. Il 57enne, che era stato preso in carico dai servizi sociali ed era in cura al servizio per le tossicodipendenze, al momento dell'arresto era dentro l'abitazione in cui viveva con l'anziana. Dopo l'omicidio ha tentato di aggredire i carabinieri intervenuti sul posto, barricandosi in casa. Alla fine si è arreso solo quando le forze dell’ordine sono entrate nell’abitazione e l’hanno immobilizzato, trovandolo seminudo e in stato confusionale tanto da essere ricoverato in ospedale.

Nella sua testa echeggiavano quelle che lui stesso ha definito "le voci", allucinazioni che gli dicevano quando e cosa mangiare, quando fare la doccia, persino come vestirsi. Si sarebbe anche svegliato alla notte e, ubbidendo agli ordini dei suoi fantasmi, avrebbe chiamato più volte un taxi con cui avrebbe vagato per la città. Così, una mattina, le "voci" gli hanno comandato di uccidere la mamma e di provare a staccarle la testa e i polsi utilizzando lo stesso coltello usato per infliggere alla donna i fendenti mortali.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Uccise la madre a coltellate, l'assassino finirà in detenzione in una Rems

TrevisoToday è in caricamento