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Mercoledì, 8 Febbraio 2023
Cronaca Conegliano

Sgozza la madre durante un raptus, l'omicida eviterà l'ergastolo

Niente carcere a vita per Ippolito Zandegiacomo, il 57enne che il 24 ottobre scorso ha ucciso in maniera efferata la mamma, Maria Luisa Bazzo di 87 anni, a Parè di Conegliano. Nei confronti dell'uomo la Procura sarebbe infati orientata alla concessione delle attenuanti generiche

Eviterà la condanna all'ergastolo Ippolito Zandegiacomo, il 57enne reo confesso dell'efferato omicidio della madre, la 87enne Maria Luisa Bazzo, avvenuto il 24 ottobre scorso a Parè di Conegliano. Nei confronti di Zandegiacomo è in corso la perizia psichiatrica, affidata ad Alberto Kirn, che verrà depositata in marzo, ma dalle indiscrezioni che trapelano emergerebbe come l'uomo non fosse del tutto inconsapevole di quello che stava facendo e sia affetto semmai da una semi infermità mentale.

La Procura sarebbe intenzionata a riconoscergli le attenuanti generiche prevalenti o equivalenti alle aggravanti, e questo farebbe sì che il 57enne sfugga ad una condanna al carcere a vita. Nei confronti di Zandegiacomo inoltre i magistrati avrebbero voluto si procedesse con il rito immediato ma il fatto che sia accusato di un altro reato (avrebbe ucciso il gatto) farebbe sì che l'assassino, reo confesso, debba necessariamente passare per l'udienza preliminare. A quel punto, ottenuto il rinvio a giudizio, Zandegiacomo (che non può essere sottoposto ad un rito abbreviato in quanto accusato di omicidio volontario, aggravato dal fatto di aver trucidato la madre) si presenterebbe al cospetto della Corte d'Assiste che, acquisiti gli atti e le relazioni dei consulenti di parte, potrebbe risolvere la questione in una sola udienza - una sorta di "mini abbrevato" - e arrivare alla sentenza.

Saranno i risultati dell'esame clinico a dire se il 57enne, che rischia una pena comunque non inferiore ai 20 anni, sia da considerarsi socialmente pericoloso e quale sia il grado di questa sua pericolosità. Da questo dipenderà con ogni probabilità la decisione di rinchiuderlo in carcere o sottoporlo a una misura di sicurezza all'interno di una Rems, le strutture che hanno sostituito i manicomi criminali.

Ippolito Zandegiacomo, attualmente detenuto nel carcere di Treviso, rammenta di aver ucciso la madre ma non ricorda nulla dei particolari macabri dell'omicidio: i polsi, tagliati fino alle ossa nel tentativo, in preda ad un raptus, di tagliarle le mani e neppure i numerosi fendenti che hanno squarciato la gola dell'87enne Maria Luisa Bazzo e sono risultati fatali, come ha confermato l'autopsia condotta dall'anatomopatologo Antonello Cirnelli. Il 57enne, che era stato preso in carico dai servizi sociali ed era in cura  al Sert per problemi legati all'alcolismo, al momento dell'arresto era dentro l'abitazione in cui viveva con l'anziana e ha anche tentato di aggredire i militari intervenuti sul posto, barricandosi in casa. Solo dopo si è arreso, cioè quando le forze dell’ordine sono entrate nell’abitazione e l’hanno immobilizzato. Lo hanno trovato seminudo e in stato confusionale, tanto da essere ricoverato in ospedale.

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