Domenica, 16 Maggio 2021
Cronaca Piazza Giovanni Battista Cima

Regolamento di conti in piazza Cima, individuati due picchiatori

Perquisite dalla squadra mobile di Treviso e dal Commissariato, su ordine della Procura, le abitazioni di due 20enni, entrambi kossovari che sono ora indagati per lesioni personali aggravate e porto di armi e oggetti atti ad offendere

Il selvaggio pestaggio di piazza Cima

Sono stati individuati i primi due responsabili della spedizione punitiva ai danni di tre cittadini macedoni, brutalmente malmenati a sprangate e cinghiate in piazza Cima a Conegliano, domenica scorsa. Si tratta di due giovani kosovari, ventenni. All'alba di oggi agenti della Squadra Mobile della Questura di Treviso e del Commissariato di Conegliano hanno eseguito i decreti di perquisizione domiciliare e personale disposti dalla Procura della Repubblica di Treviso a carico dei balcanici.

Le indagini hanno permesso di individuare due tra gli autori della grave aggressione: si tratta dell'ideatore dell'agguato, residente a Parè di Conegliano, e di un suo complice che vive invece a Treviso, nella zona di via Nino Bixio e che da domenica lo ospitava. E' qui che stamattina è intervenuta la polizia. I kosovari, entrambi operai edili e dipendenti di un'azienda della sinistra Piave, sono indagati per lesioni personali aggravate e porto di armi e oggetti atti ad offendere. Nel corso delle perquisizioni è stato sequestrato svariato materiale utile alle indagini, tra cui l’abbigliamento che i giovani avevano indosso all’atto dell’aggressione e alcune mazze ferrate e bastoni.

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Il Questore della provincia di Treviso ha emesso a carico dei due giovani stranieri, in regola con le norme sul soggiorno, il divieto di accesso in tutti gli esercizi pubblici di Piazza Cima e dintorni per 2 anni, il cosìdetto Daspo Willy, introdotto il 21 ottobre 2020 e così chiamato in memoria di Willy Monteiro, il ragazzo capoverdiano ucciso nel corso di una rissa a Colleferro, in provincia di Roma. Le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica proseguono per giungere all’identificazione degli altri responsabili e all’applicazione di tutte le misure previste dalla legge: in tutto potrebbero arrivare a dieci i provvedimenti. Domani intanto presso la Prefettura di Treviso si svolgerà un comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica dedicato a quanto avvenuto domenica scorsa in piazza Cima.

VIOLENZA IN PIAZZA A CONEGLIANO: UN COLPO AL CUORE DEL COMMERCIO, UN DANNO PER TUTTI

Il sentiment del commercio all’indomani dell’episodio balzato alle cronache nazionali nelle parole del presidente di Ascom-Confcommercio Maurizio Gibin. «È un colpo al cuore delle nostre attività, del commercio, dei pubblici esercizi. Un danno morale e di immagine alla città ferita nell’identità più profonda, un insulto a tutti noi commercianti e operatori economici, che ogni giorno, da dietro il banco dei bar o dei nostri negozi, nelle piazze cittadine, coltiviamo e pratichiamo la cultura del sorriso e dell’accoglienza, per ribadire quell’immagine di “culla del buon vivere”, di capitale del Prosecco, ora anche patrimonio riconosciuto dall’Unesco che tutto il mondo ci invidia. Può bastare un “episodio virale”, come quello subito domenica, per mandare all’aria anni di sforzi e di lavoro di promozione. Questo episodio è la cartina al tornasole del malessere che serpeggia, che resta nascosto, annidato tra i quartieri e le periferie, ma che a volte rigurgita pesantemente. È capitato nella piazza – simbolo di Conegliano, fulcro di ogni progettualità e sintesi dell’economia, della socialità e delle Istituzioni, forse poteva capitare altrove, le cronache non mancano di raccontarcelo. Quello che è certo è che la lotta al degrado, il controllo del territorio, è ora un’emergenza, una priorità da affrontare congiuntamente, e noi commercianti, in quanto presìdi che vivono nelle vie e nelle piazze, siamo pronti a combattere e a farci parte attiva per collaborare con le Istituzioni. Il danno alla città è un danno per tutti, e non possiamo permetterci che questa ferita si allarghi diventando incurabile e mettendo a rischio il nostro bene più prezioso».

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