rotate-mobile
Giovedì, 25 Aprile 2024
Cronaca Conegliano

Guida in stato d'ebbrezza, i testimoni confermerebbero la versione di Andrea Dan

Lui è il notissimo presidente dell'associazione "Manuela", che si batte in favore della sicurezza sulle strade. Nell'ottobre del 2018 l'uomo venne denunciato per aver violato i limiti alcolemici. Fu in realtà trovato seduto sul lato del passeggero della sua Bmw finita fuori strada, in stato di incoscienza. Alla guida ci sarebbe stato un giovane marocchino, che secondo l'imputato avrebbe però abbandonato la scena dell'incidente

Se fosse una partita di calcio si potrebbe dire che Andrea Dan è in vantaggio per due a uno. Questo è infatti il bilancio delle deposizioni testimoniali ascoltate oggi, 13 gennaio, nel corso della prima udienza dibattimentale del processo che vede il presidente di "Manuela per la Sicurezza stradale", l'associazione intitolata alla memoria della figlia, morta a sei anni il 6 febbraio del 1998 a Codognè in un incidente, e che si batte in favore della sicurezza stradale, accusato di guida in stato di ebbrezza.

Il 23 ottobre del 2018 Dan si sarebbe trovato, come passeggero, all'interno della sua Bmw che aveva alla guida un giovane magrebino, che alcune ore dopo lo schianto si è presentato in pronto soccorso all'ospedale di Conegliano con le ferite provocate dall’incidente e che sarebbe stato denunciato da Dan per violenza privata, sequestro di persona e omissione di soccorso. La macchina sarebbe sbandata affrontando una curva a S. Vendemmiano, finendo due volte volte fuori strada prima di terminare la sua corsa contro un muretto. Vigili del Fuoco e sanitari del Suem trovarono Dan all'interno della sua Bmw X3, finita fuori strada a S. Vendemmiano, incosciente e seduto sul sedile che ospita il passeggero, mentre al volante dell'auto non c'era nessuno. Secondo l'uomo, però, alla guida del veicolo c'era un altro.

«Quel giovane, che conoscevo, si trovava a casa mia con altre persone, poi siamo usciti insieme in auto» disse Dan. «Di quel giorno -  rincarò poi la dose -  io ricordo di essere stato a casa mia, sul mio divano, e di essermi svegliato mentre mi facevano la tac in ospedale. Non ho guidato io la mia auto, non ci sono nemmeno salito di mia volontà». Ma secondo il pubblico ministero Davide Romanelli l'uomo sarebbe stato il guidatore e solo in un secondo momento si sarebbe seduto sul sedile accanto. A provarlo le tracce del suo sangue rinvenute sul volante, quando invece il ragazzo (che sentito dagli inquirenti confermò che Dan era alla guida) non avrebbe subito delle lesioni da ferita.

Oggi sono state prevalenti le deposizioni di testimoni (tra cui un vigile del fuoco e un poliziotto) secondo le quali il presidente di "Manuela per la Sicurezza stradale" si sarebbe trovato nel sedile del passeggero, in stato di semi inconscienza. Particolarmente rilevante quanto detto da un testimone oculare dello schianto, che non avrebbe visto Dan muoversi all'interno dell'auto dopo l'incidente.

Il difensore, l'avvocato Marco Furlan, aveva citato anche il marocchino e un'altra persone che quella sera sarebbe stato in compagnia di Dan a casa sua. I due però non si sono presentati e per loro è stato chiesto l'accompagnamento coatto.

    

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Guida in stato d'ebbrezza, i testimoni confermerebbero la versione di Andrea Dan

TrevisoToday è in caricamento