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Assegnato per il prossimo anno il vigneto del Consorzio Bosco del Montello

Per l’annata agraria 2016-2017, per 281mila euro (base d'asta era 40mila euro), i terreni saranno a disposizione dell’azienda agricola Ca’ di Rajo di San Polo di Piave

MONTEBELLUNA Sono state aperte ieri le offerte pervenute all'asta per la stipula di contratto di affitto agrario per l'utilizzo del “terreno vitato” situato nel Comune di Nervesa della Battaglia e di proprietà del Consorzio Bosco del Montello.

Si tratta di un vigneto pregiato - ampio 199.074 metri quadrati tra Via E.Porcù e Via A.N. Gorini, con terreni argillosi e privo di sistema di irrigazione - che il Consorzio ha deciso di mettere in affitto dopo la chiusura della causa con la Isa. Quest’ultima aveva in gestione il vigneto ed avrebbe dovuto, in base al project finanziario, sistemare i due edifici nell’area. Cosa che non è avvenuta per cui il Consorzio ha promosso una causa che è stata vinta nei due gradi di giudizio e che ha permesso al Consorzio di tornare in possesso del vigneto.

L’assemblea dei soci (Crocetta del Montello, Giavera del Montello, Montebelluna, Nervesa della Battaglia, Volpago del Montello), dopo una riflessione, anziché optare per la semplice trattativa privata per trovare un conduttore disposto a gestire il vigneto, ha deciso, già lo scorso anno, di promuovere un avviso pubblico ponendo la base d’asta in 40mila euro. Il risultato è stato per il 2015 notevole con l’assegnazione dell’affitto a 180 mila euro.

La stessa procedura è stata scelta anche per l’annata agraria 2016-2017 e in questo secondo caso il rialzo è stato ulteriormente formidabile, attestandosi a 281mila euro (con l’offerta dell’azienda agricola Ca’ di Rajo di San Polo di Piave), offerta che dà maggior aggio per il consorzio nello svolgere le proprie attività statutarie.

Soddisfatti i sindaci ed il presidente del Consorzio, Denis Michielin: “E’ un altro passo importante per il rilancio di questa realtà che ha visto il rientro come socio di Nervesa della Battaglia ed il varo di una progettualità turistica sul territorio che ha portato all’acquisto del sedime della Fonda ferroviaria di 18,5 km destinata a diventare una pista ciclopedonale della memoria”.

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