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Piazza Santa Maria dei Battuti, il Comune nega l'accesso agli atti

L'affondo di Mario Conte (Lega Nord): "Cosa nasconde Manildo? Noi vogliamo sapere come l'Amministrazione ha deciso di procedere per assegnare la progettazione"

TREVISO “Sugli eventuali incarichi dati con affidamento diretto decisi dalla Giunta vogliamo vederci chiaro. Ma Manildo nicchia e non risponde alle richieste ufficiali, tenendo nascoste le carte che invece è tenuto a rendere pubbliche”. Lo dicono oggi Mario Conte, capogruppo  e Giancarlo Da Tos consigliere comunale della Lega Nord-Liga Veneta in consiglio comunale, lamentando i ritardi con cui l’Amministrazione provvede a soddisfare l’accesso agli atti relativi ad incarichi per prestazioni di progettazione, come nel caso dei lavori di Piazza Santa Maria dei Battuti.

“I tempi di risposta alla nostra richiesta di accesso agli atti sono stati sforati di oltre dieci giorni, si tratta di una inottemperanza grave, a cui non viene posto rimedio neppure dopo la sollecitazione arrivata anche dal Presidente del Consiglio. Cosa nasconde Manildo? Noi vogliamo sapere come l'Amministrazione ha deciso di procedere per assegnare la progettazione della piazza. Al di là del fatto che quando l’importo del lavoro è sotto soglia si può tranquillamente procedere ad incarichi senza gara, mi pare però giusto capire come mai, di fronte ad un intervento di riqualificazione che la Giunta considera tanto importante, non sia proceduto ad un confronto fra differenti proposte, non tanto di natura economica quanto progettuale. Si sarebbe potuto fare un concorso di idee, ad esempio, e invece temo che si sia optato per un incarico diretto, sulla fiducia. La Lega chiede al Sindaco di rendere conto di questa scelta, formalmente ineccepibile ma quantomeno inefficiente  dal punto di vista della sostanza”.

Chi conosce la città è ormai al corrente del fatto che al Sindaco piace la corte dei miracoli di cui si è circondato. E’ per questo che Manildo non procede a soddisfare l’accesso agli atti? vuole tenere nascosta la rete e le ramificazioni di interessi e relazioni che orbita intorno alle assegnazioni?”.

Se invece l’Amministrazione non ha nulla da nascondere allora faccia il suo dovere e dia le informazioni che vengono richieste. L’accesso agli atti è un atto che consente di avere piena conoscenza  non tanto al consigliere che lo riceve, ma alla collettività. Non tirare fuori le carte non significa solo impedire ai membri del Consiglio di svolgere le proprie funzioni di rappresentanti eletti, ma in questo caso è una offesa al diritto della cittadinanza di sapere come vengono spesi i soldi pubblici. Non basta millantare stupidaggini sulla partecipazione dal basso se poi le regole basilari della democrazia vengono violate in maniera così spudorata”.

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