Controlli anti assembramento, Conte: «Chiedo collaborazione, non siamo cani da guardia»

Il sindaco di Treviso: «Ci affidiamo al senso di responsabilità di chi esce a prendere lo spritz per asporto o il gelato take away. Non deve diventare un tutti contro tutti»

Sabato di controlli su tutto il territorio per la polizia locale di Treviso. Durante la mattina e il pomeriggio sono state dislocate ben sette pattuglie costanti, mentre in serata sono state due le pattuglie in servizio, di cui una in borghese. Inoltre, i Bike-Patrol hanno controllato parchi e zone verdi dal mattino al pomeriggio, elevando anche una sanzione di 400 euro ad un 40enne residente della zona Restera che è stato scoperto a passeggiare senza mascherina. In ogni caso la pattuglia in borghese a fine servizio ha riferito di aver trovato molte persone per strada, senza però riscontrare ulteriori infrazioni. Nonostante questo, però, le segnalazioni arrivate al sindaco negli ultimi giorni sono davvero molte, soprattutto in riferimento a persone che uscirebbero di casa senza i dpi.

«Devo dirvi due cose sulla questione take away e assembramenti. Leggo tutti i vostri messaggi e tutti i commenti. Nei limiti del possibile cerco anche di rispondervi. In queste ore ho ricevuto un sacco di lamentele ma vado subito al punto: la ratio delle ordinanze e dei decreti è quella di evitare i contagi. Non si tratta di un mero regolamento di polizia urbana, di rispetto di leggi, di profili penali ma di salute pubblica e di vita, il bene più importante che abbiamo». Inizia così l'invettiva del sindaco di Treviso, Mario Conte, contro i cittadini irrispettosi delle prescrizioni stabilite dal Governo, dalla Regione e dal Comune in questa Fase 2 della pandemia da Coronavirus.

«Ogni giorno in città ci sono 20 pattuglie di agenti della nostra Polizia Locale in divisa e in borghese. Noi, però, non siamo cani da guardia con il blocchetto dei verbali in mano: pertanto, ci affidiamo al senso di responsabilità di chi esce a prendere lo spritz per asporto o il gelato take away. Non deve diventare un tutti contro tutti: chi si beve il caffè in un luogo dove non c'è nessuno lo faccia pure, così come il bimbo che dà una leccata al gelato accompagnato dalla mamma non fa del male a nessuno. Si tratta di senso pratico. Chi invece beve l'aperitivo con la mascherina abbassata a gruppi di 10-20 persone come se fosse la tradizionale (e bellissima, ma non in tempo di emergenza) movida trevigiana fa una cavolata enorme, che mette in pericolo tutti - continua Conte - Mi raccomando, facciamo attenzione ai nostri comportamenti e cerchiamo di fare del nostro meglio per evitare l'aumento dei contagi. Non serve che vi dica altro. Vi chiedo dunque di guardare i dati che ora vi presenterò sia con ottimismo ma anche con molta cautela. Sabato non ci sono stati nuovi casi di contagi e coloro che sono attualmente positivi sono 912 a fronte di 1416 negativizzati. All'ospedale Ca' Foncello, poi, i ricoverati in area non critica sono 10, di cui 4 in terapia intensiva e, come già sapete, l'ospedale San Camillo non è più "Covid Hospital"».

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«Da un lato sono quindi contento che la città sia tornata a vivere, dall’altro vi chiedo un attimo di attenzione perché sto vedendo cose che non mi piacciono. I prodotti per asporto vanno consumati fuori dal locale ma vanno portati via. Si acquista la pietanza, la brioche, il caffè o il tramezzino, e si consuma a casa, in auto, in ufficio o comunque in luoghi che rendano impossibili gli assembramenti. Chiedo anche grande attenzione a gelaterie e pasticcerie: le confezioni devono garantire il take away. Vaschette o coppette devono essere adeguate al trasporto e non al consumo immediato. Per colpa di pochi rischiamo di tornare al punto di partenza. In parole povere, si chiude tutto! Mi raccomando! Non voglio farvi la paternale, ma chiedervi un po' di collaborazione. So che mi darete una grossa mano».

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