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Lavoratori in nero e in condizioni disumane, multe a fabbriche cinesi

I carabinieri e gli ispettori della Dtl hanno rilevato su 23 aziende violazioni in 22. Le condizioni di lavoro risultavano molto precarie

TREVISO - Lavoratori in nero, sporcizia ovunque, uscite di sicurezza bloccate dai rifiuti o dal materiale accatastato, telecamere per sorvegliare il lavoro dei dipendenti. Questo quanto hanno trovato i carabinieri durante un'operazione effettuata insieme alla Dtl, volta al controllo di aziende a gestione cinese. Su 23 ditte controllate, 22 sono risultate irregolari. il 96% non ha rispettato le norme. L'unica ditta regolare risultava oggetto di un'ispezione avvenuta qualche tempo fa. 

15 aziende su 23 avevano lavoratori completamente in nero (su 206 posizioni lavorative, quelle in nero risultavano essere 41, circa il 20% del totale). Tutte società che producevano nel settore dell'abbigliamento (17), dell'occhialeria (2), una stamperia e una verniciatura mobili. Secondo i calcoli effettuati, si prospettano sanzioni totali per circa 215 mila euro. 

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In particolare i militari, insieme agli ispettori, si sono ritrovati di fronte a una situazione di vera e propria emergenza all'interno di una stireria di Casale sul Sile. Gli scatoloni accatastati ostruivano le uscite di sicurezza, all'interno lavoravano due clandestini, fuggiti al momento del controllo e rintracciati nelle campagne circostanti. 

Le condizioni igieniche degli stabilimenti erano disumane. All'interno erano stati creati dei veri e propri dormitori con pareti di cartone, soppalchi in acciaio sopra le postazioni di lavoro, materiale accatastato in ogni angolo delle'edificio. A Paese, invece, i titolari avevano installato delle telecamere di sorveglianza finalizzate a controllare come si applicavano i dipendenti, cosa assolutamente vietata dalla legge. 

Molte delle aziende operavano anche per conto di grandi marchi, conosciuti a livello internazionale, anche di lusso. All'interno di uno stabile, i militari e gli ispettori hanno scoperto un'ulteriore ditta che operava. Per tutte queste motivazioni, che vanno dalle precarie condizioni igieniche, all'assenza di documenti di valutazione dei rischi, alle uscite di sicurezza bloccate, alla presenza di videocamere e di lavoratori in nero, sono state comminate sanzioni totali pari a oltre 200 mila euro. 

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