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Un momento dell'incontro

Un momento dell'incontro

Convegno “Quale futuro per il Prosecco?”, Zaia ai viticoltori: "Non siate bulimici"

Oltre 750 persone giovedì sera a Godega per l'evento inaugurale dell'Antica Fiera. Il Sindaco Alessandro Bonet: «Il tradizionale convegno di apertura è punto di riferimento internazionale per il mondo del Prosecco». «Prezzi, salute, ambiente e differenziazione»: questa la ricetta per dare futuro al business dell'oro bianco

GODEGA DI SANT'URBANO «Gli agricoltori non devono essere bulimici, i prezzi devono diventare un accordo di filiera per non far fare al Prosecco la fine del Cava (ndr spumante spagnolo)». Lo ha detto giovedì sera, a Godega di Sant’Urbano, il governatore della Regione Veneto Luca Zaia nell’ambito del convegno di apertura dell’edizione 2017 dell’Antica Fiera (4-6 marzo). Un convegno gremito all’inverosimile, con oltre 750 operatori di settore venuti a capire “Quale futuro per il Prosecco?”. «La produzione di quest’anno deve avere già un prezzo certo, definito, per chi opera sui mercati internazionali; bisogna quindi “cappare” il prezzo e decidere che il prezzo “politico” è quello, ma non per fare un cartello e guadagnare di più bensì per mantenere il mercato» ha aggiunto il Presidente della Giunta regionale del Veneto.

Se la gestione accorta dei prezzi è uno dei pilastri del futuro del Prosecco, che genera un’economia da 5 miliardi di euro l’anno, gli altri due sono: il rispetto dell’ambiente e della salute, e la differenziazione. «I produttori sono stati eccezionali e hanno investito – ha continuato Zaia – ma, anche per non subire attacchi in futuro da parte di concorrenti infastiditi per il successo del Prosecco, dobbiamo diventare “i primi della classe”: adottare tecniche rispettose dell’ambiente e andare verso la certificazione ambientale totale, del prodotto e del processo. Va sfatato il mito che solo in Veneto si usino i fitofarmaci, ci sono protocolli internazionali che regolamentano il loro uso, e non è giusto che sul banco degli imputati finiscano solo i nostri agricoltori. Ma noi dobbiamo essere degli apripista. Le prime azioni da fare sono: eliminare l’uso dei disseccanti tra i filari, acquistare atomizzatori con sistemi di recupero della deriva e optare sempre di più per trattamenti biologici».

Infine, la differenziazione. «Attenzione alla febbre del Prosecco – è stato un altro appello del Governatore ai viticoltori-. Vi invito a guardare anche ad altre tipologie di vitigno, a differenziare. Il prezzo dell’uva del Prosecco non continuerà a crescere ogni anno come negli ultimi anni. C’è un prezzo massimo a cui dobbiamo fermarci». Insomma, il futuro del Prosecco dipenderà dalla consapevolezza degli operatori di settore, dal loro senso di responsabilità, dalla loro capacità di pensare la propria attività come parte di un sistema, e dunque non puntare a una massimizzazione del profitto in solitaria rischiando con “furberie” di danneggiare l’intero sistema (e quindi alla fine anche sé stessi). La serata, organizzata dal Comune di Godega di S.U. con Condifesa Treviso, ha visto gli interventi anche dell’assessore regionale Giuseppe Pan, di Alberto Zannol, direzione agroalimentare della Regione Veneto, di Gianluca Fregolent, direttore ICQRF Italia Nord-Est, di Vasco Boatto, direttore CIRVE Università Agraria di Padova, e dei presidenti dei Consorzi di Tutela Innocente Nardi, Armando Serena e Stefano Zanette. 

Anche gli altri relatori intervenuti hanno ribadito, dai rispettivi punti di vista, gli stessi concetti del Governatore, puntando sul valore della responsabilità dei singoli che si riflette sul sistema. «Il futuro del Prosecco siete voi – ha affermato Gianluca Fregolent, direttore ICQRF Italia Nord-Est - Se ci saranno problemi in futuro è perché qualcuno di voi ha avrà voluto esagerare: i pochi che non rispettano le regole mettono in crisi l’intero sistema. Noi come Ministero ce la mettiamo tutta per reprimere le frodi, nel solo 2016 abbiamo comminato multe per 1 milione e 200 mila euro, e  in futuro inaspriremo i controlli durante la fase della vendemmia. Ma siete voi che dovete vigilare sulla qualità del prodotto e non cedere alle furberie. La tutela della denominazione è affare di tutti, non vivete da un'altra parte. Se il sistema del Prosecco ora funziona è perché la maggior parte degli operatori sono a posto».

«Tutti i relatori hanno battuto duro, e chi ha orecchie da intendere intenda - è il commento di Paolo Attemandi, viticoltore e assessore all’Agricoltura del Comune di Godega - Siamo seduti su un tesoro, come gli arabi sul petrolio. È un tesoro che dobbiamo gestire bene, con coscienza, nel rispetto della salute e dell’ambiente. I soldi che sono entrati in questi anni ci mettono nelle condizione di fare gli investimenti tecnologici che servono per produrre nel massimo rispetto e con il minimo impatto sull’ambiente». Da Fiorello Terzariol di Condifesa Treviso, organizzatore insieme al Comune e moderatore del convegno, è arrivato un appello ai consumatori: «Anche il consumatore deve fare la sua parte – ha detto - Quando in un locale chiede del Prosecco non accetti il vino sfuso ma pretenda la bottiglia con l’etichetta e i contrassegni di Stato. In questo modo è tutelato lui e tutto il sistema». Il convegno di giovedì sera, un successo oltre le aspettative grazie ad un tema sensibile che interessa a tutti – operatori, consumatori, istituzioni - inaugura gli eventi dell’edizione 2017 dell’Antica Fiera di Godega che si terrà dal 4 al 6 marzo. 

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