Venerdì, 25 Giugno 2021
Cronaca

Viveva in condizioni di disagio, bambino di 5 anni tolto alla madre

Il piccolo, che risiedeva a Cordignano, è stato posto in affido fuori regione. La mamma avrebbe problemi psicologici e legati a dipendenze. Il sindaco: «Ora si faccia il meglio per lui»

Un bambino di Cordignano è stato tolto alla famiglia e posto in affido

Dopo il caso del ragazzino di 8 anni di Mogliano, in regime di affido, che è stato portato via l'altro giorno ai "genitori", un altro bambino è stato oggetto di un provvedimento di allontanamento dalla casa famigliare disposto dai servizi sociali della Uls. Questa volta si tratta di un piccolo di neppure 5 anni di Cordignano, che è stato tolto alla madre. Ora si troverebbe affidato ad una famiglia che abita fuori regione.

«Qualcuno lo ha visto? Ci è stato rubato e portato via! Chiunque lo veda in giro mi contatti» aveva scritto la nonna su Facebook. E subito si è pensato ad un rapimento. Ma la verità è che il piccolo è stato separato dalla mamma, che avrebbe problemi psicologici e di dipendenza, e dalla nonna, assistente sanitaria che lavora fuori dalla nostra regione, per ragioni che avrebbero a che fare con il suo benessere. La famiglia (il padre era da tempo assente) era seguita dagli assistenti sociali del comune, che avevano anche effettuato svariati sopralluoghi per valutare le condizioni di vita del bambino. Poi la pratica è passata ai servizi della Uls 2, che hanno steso una relazione finita al Tribunale dei Minori di Venezia che ha emesso l'ordinanza, eseguita martedì.

«Mentre mi recavo all’asilo frequentato da mio nipote – è la versione della nonna - mi è arrivata la telefonata della direttrice della scuola. Mi avvisava che mio nipote era stato prelevato e portato via. Ho chiesto delucidazioni e mi è stato detto che era stato prelevato in seguito a un’ingiunzione giudiziaria». 

Il sindaco di Cordignano Alessandro Biz ha detto di essere a conoscenza della vicenda. «So che presto - ha spiegato - ci sarà un’udienza in cui verrà presa in esame l'adottabilità del bambino. L’unica cosa che conta davvero, a questo punto, è che vengano fatte le scelte per garantire al piccolo un futuro. Spero che sia fatto davvero il meglio per questo lui».

Intanto l'avvocato a cui la nonna si è rivolta ha preannunciato ricorso. Spera nella revoca del provvedimento sulla base del fatto che le ultime visite avrebbero evidenziato una situazione ambientale decisamente migliore. 

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