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Cronaca Cordignano

Bambino tolto alla nonna, per la Procura generale il ricorso va accolto

E' emerso nell'udienza del 15 settembre scorso, nella quale si doveva discutere dell'adottabilità del piccolo di Cordignano, che ha 5 anni anni. La donna si era opposta alla ordinanza con la quale, sulla base di una relazione dei servizi sociali della Uls 2, il bimbo era stato messo in una casa famiglia.

Dopo la tutrice, che aveva detto che «il bambino dovrebbe tornare al più presto nel suo contesto familiare, nel cui ambito peraltro la nonna ha tutte le caratteristiche per poter essere nominata affidataria», anche la Procura Generale presso il Tribunale dei Minori di Venezia si è espressa per l'accoglimento del ricorso presentato dalla nonna del bambino di Cordignano che è stato allontanato da casa. Questo quanto emerso nell'udienza del 15 settembre scorso, nella quale si doveva discutere dell'adottabilità del piccolo, che ha 5 anni anni. La Corte si è messa in riserva, che verrà sciolta già nei prossimi giorni.

La vicenda risale al 9 giugno scorso, quando il bimbo venne prelevato dai servizi sociali della Ulss 2 nell'asilo che frequentava, sulla scorta di una ordinanza del Tribunale di Minori di Venezia . Alla base del provvedimento, che lo aveva di fatto tolto alla nonna con cui viveva e che un anno prima era stato nominata affidataria, vi sarebbero state le sue condizioni di vita. In particolare il ritorno della madre e i problemi di convivenza che erano insorti all'interno del nucleo. La famiglia era stata seguita dagli assistenti sociali del Comune di Cordignano, che avevano anche effettuato svariati sopralluoghi, poi la pratica era passata ai servizi sociali della Uls 2, che hanno steso una relazione finita al Tribunale minorile.

Sullo sfondo della vicenda c'è la perdita della potestà genitoriale da parte del padre e della mamma del bambino. L'uomo, tra l'altro, è stato condannato per maltrattamenti in famiglia, prima dal tribunale di Treviso con una sentenza a due anni e otto mesi risalente al 2017, poi in Corte d'Appello di Venezia, che l'ha confermata qualche giorno prima che il piccolo venisse preso in consegna dagli assistenti sociali della Usl 2. Il giovane papà sarebbe peraltro la causa dei problemi psichiatrici della mamma del bimbo, che dice di essere stata abusata dall'allora marito, descritto come una persona con gravi problemi di alcol e dipendenza dagli stupefacenti. In particolare dalle indagini, partite su segnalazione della nonna, emerse che l'uomo avrebbe allungato il latte al figlio con i superalcolici.

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